Il generale: Finanza in prima linea contro le truffe sul Covid 19

Il comandante regionale D’Alfonso: il nostro impegno per controllare la regolarità degli appalti Ci siamo mossi contro i traffici illeciti e le infiltrazioni malavitose sulle imprese sane in difficoltà
L’AQUILA. Nell’ambito delle celebrazioni del 246° Anniversario della Fondazione del Corpo, che si terrà oggi (alle 10.30 nella caserma “Tito Giorgi”, sede del comando regionale Abruzzo della Guardia di finanza, il comandante regionale delle Fiamme gialle, generale di brigata Gianluigi D’Alfonso, ha rilasciato al Centro l'intervista che segue.
Quali sono i punti salienti dell'attività della Guardia di finanza in Abruzzo nel tempo della pandemia?
In ragione dei compiti istituzionali affidati al Corpo, di controllo e salvaguardia della sicurezza economica del Paese, la Guardia di finanza ha assicurato, fin dai primi istanti, il concorso, anche in attuazione dei dispositivi delle autorità prefettizie, nei servizi di attuazione delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica prescritte per la Fase 1.
Pensiamo ai controlli sulla circolazione delle persone e sul divieto di assembramento nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. O anche ai controlli degli esercizi commerciali volti a verificare il rispetto delle disposizioni restrittive di emanazione governativa (oltre 5.500 esercizi commerciali controllati).
I nostri reparti, a livello provinciale e sotto il coordinamento delle Autorità prefettizie, hanno fornito il loro contributo (anche mediante la partecipazione a gruppi di lavoro di supporto, appositamente istituiti ad esempio presso la Prefettura dell’Aquila) nell’esame delle migliaia di comunicazioni rese dalle attività produttive ai fini della verifica della sussistenza dei requisiti prescritti per proseguire o operare in deroga nei settori della filiera non vietati dai decreti di promanazione governativa. Solo in Abruzzo sono stati controllati durante il periodo di lockdown, quasi 700 esercizi commerciali, di cui 131 risultati irregolari.
Abbiamo, nel contempo, orientato prioritariamente la nostra azione al contrasto delle condotte illegali e fraudolente e dei fenomeni illeciti correlati all’emergenza sanitaria in atto. Mi riferisco alle pratiche anticoncorrenziali, alle manovre speculative sui prezzi dei dispositivi di protezione individuali e degli agenti biocidi, ai fenomeni di immissione in commercio di mascherine o prodotti disinfettanti contraffatti, non sicuri o privi delle necessarie certificazioni.
Un’attenzione peculiare è rivolta alla repressione delle indebite percezioni, frode o malversazione delle risorse pubbliche a sostegno di famiglie e imprese in difficoltà finanziaria a causa della pandemia.
Il nostro operato è indirizzato a contrastare, inoltre, i fenomeni di infiltrazione della criminalità organizzata sia nelle compagini delle imprese in difficoltà finanziaria sia nell’aggiudicazione di appalti per la fornitura di presidi di protezione o di materiale sanitario ed, infine, nell’accaparramento di risorse pubbliche in genere.
Nell’ambito dell’operatività svolta quali sono le principali patologie emerse?
Le principali patologie hanno riguardato manovre speculative sul prezzo di vendita, contraffazione e/o mancanza dei necessari requisiti tecnici relativi a dispositivi individuali di protezione, che hanno portato al sequestro di circa 222 mila mascherine, 36 mila guanti monouso, 16 mila prodotti antisettici disinfettanti e 133 mila etichette.
Che impatto hanno avuto le restrizioni, e i relativi protocolli, sull’attività operativa delle Fiamme gialle nel suo complesso?
Durante questa fase emergenziale, la Guardia di finanza è stata chiamata, quale forza di polizia economico-finanziaria, ad adeguare il proprio dispositivo di vigilanza in funzione dell’esigenza di sostenere l’economia sana del Paese, sospendendo dall’inizio dello stato di emergenza alcune attività ispettive e di controllo tipiche della mission istituzionale del Corpo, specie nel comparto a tutela delle entrate del bilancio nazionale.
Di converso, ha proiettato la propria azione verso il contrasto ai fenomeni di abusivismo e a tutti quei fenomeni fraudolenti ed illeciti che recano effettivo nocumento ai consumatori o alle imprese. Ha, altresì, intrapreso sul territorio abruzzese attività investigative e di intelligence volte a prevenire e contrastare infiltrazioni della criminalità organizzata che, sfruttando la crisi economica causata dal periodo del lockdown, procedono, da un lato, ad acquisire il controllo di imprese sane, in difficoltà finanziarie e, dall’altro, ad insinuarsi nelle procedure di sostegno alle imprese o nell’aggiudicazione di appalti per lavori e forniture connessi al comparto dei presidi di protezione o di materiale sanitario.
Sono proseguiti, inoltre, i controlli effettuati nella lotta ai traffici illeciti che solo nei primi 5 mesi dell’anno ammontano a quasi 3.000, con quasi 2.000 persone controllate.
Ciò ha consentito di sottoporre a sequestro circa 4 kg di sostanze stupefacenti e, nell’ambito della tutela dell’ambiente, un’area abusivamente dedicata alla rimessa di vecchi veicoli, nell’area teatina.
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