Il giallo di Giovina, la cugina rivela: mi disse che voleva vendere la villa

Parla Sonia Frattura, medico in pensione residente a Vasto: «Il suo desiderio, trasferirsi a Pescara» E in tv a “Chi l’ha visto?” ecco le colleghe del Comune: «Non se ne sarebbe andata senza un biglietto»
MOSCUFO. «Speriamo che Gioia sia ancora viva. Certo, dopo quattro anni di silenzio le speranze sono flebili, ma noi continuiamo a cercarla disperatamente».
Sonia Frattura, patologa in pensione residente a Vasto, vuole conoscere la verità sulla scomparsa della cugina (per parte di madre) Giovina Annalisa Mariano, per la famiglia solo Gioia «come la chiamavamo sin da bambina». E al Centro fa una serie di rivelazioni, partendo dall’ultimo incontro con la cugina Gioia, sei mesi prima che si eclissasse nel nulla.
Dell’ex dipendente del Comune di Pescara, che viveva in contrada Colle Sant’Angelo a Moscufo, depositaria di lasciti testamentari e proprietà di famiglia, non si hanno più tracce dal 2017. La donna si sarebbe «allontanata volontariamente» alle 8 del mattino dell’8 marzo, secondo le testimonianze dei familiari, il fratello Domenico col figlio Alessio che ne hanno denunciato la sparizione ai carabinieri di Loreto Aprutino il 19 aprile. Ovvero 42 giorni dopo la scomparsa. Ieri sera la trasmissione di Rai 3 Chi l’ha visto? ha di nuovo riacceso i riflettori sulla vicenda dopo che Sonia e altri 8 cugini (alcuni vivono in Usa e Francia) si sono rivolti all’associazione Penelope, diretta in Abruzzo da Alessia Natali, per chiedere «la riapertura delle indagini». Chi l’ha visto? ha ascoltato i cugini Sonia, Margherita e Giovanni che oggi si chiedono se «è stato fatto tutto il possibile per cercare Gioia». Le ex colleghe: «Non se ne sarebbe andata senza lasciare un biglietto». Domenico e Alessio, che all’epoca scrissero una lettera ai parenti in ansia, non hanno rilasciato dichiarazioni «perché sopraffatti dal dolore» rivela in tv il loro legale, Federica Liberatore.
«L’ultima volta che ci siamo incontrate» racconta la dottoressa Sonia, «è stato nel settembre 2016 a Fallo, nostro paese d’origine. Non era depressa, ma serena. Mi disse solo che desiderava vendere la casa paterna di Moscufo, ritenuta troppo grande per lei sola, per cercarne una più piccola a Pescara» dove anni prima aveva vissuto, in viale Kennedy. Poi «non l’ho più sentita, ma continuavo ad avere notizie di lei attraverso mamma che la sentiva spesso ma che un giorno mi disse: non troviamo più Gioia. Per lungo tempo non l’abbiamo cercata, pensando di rispettare quelle che credevamo fossero le sue volontà, riservata come era. Domenico ci tranquillizzava, ci diceva che stava bene, che si trovava da amici a Milano, che era in cerca di un lavoro» 17 anni dopo le dimissioni dal Comune di Pescara, e che «se l’avesse trovato non sarebbe tornata».
Nella denuncia ai carabinieri il fratello Domenico sostiene di «non conoscere gli amici di Milano e di non sapere come rintracciarli». Quindi Sonia, con i cugini, lancia l’appello «agli amici milanesi e a chiunque l’avesse incontrata o conosciuta, a farsi avanti. A parlare. L’importante per noi è sapere che Gioia, donna straordinaria, precisa, ricca di interessi, limpida, sta bene ed è felice dov’è. Noi la stiamo cercando da quando abbiamo cominciato ad interrogarci dopo un silenzio che si sembrava troppo. Il lockdown ci ha rallentati. Ora la dobbiamo trovare, speriamo viva».

