Il giovane ciclista Roganti morto a causa di una patologia cardiaca

L’autopsia eseguita ieri ha evidenziato la causa naturale, si attende l’esito degli esami di laboratorio E l’inchiesta della Procura potrebbe ampliarsi ad altre eventuali responsabilità sul versante sportivo
PESCARA. Una patologia cardiaca, probabilmente di origine genetica, ha portato alla morte naturale la giovane promessa del ciclismo, lo spoltorese Simone Roganti. L’autopsia eseguita ieri dal medico legale Cristian D’Ovidio, ha permesso di identificare subito una problematica cardiaca che ha stroncato la carriera del ventunenne ciclista abruzzese. Contrariamente a quanto accade in casi del genere, dove è difficile individuare la causa di una morte improvvisa, in questa circostanza l’esame autoptico ha fornito invece tutti gli elementi per arrivare a individuare subito la causa del decesso.
L’arresto cardiaco è stato provocato da una aritmia che ha determinato una fibrillazione ventricolare. A scatenare questa aritmia fatale è stato probabilmente un fattore genetico, da identificare con certezza, che avrebbe causato la morte improvvisa del ciclista nella sua casa di Villa Santa Maria, frazione di Spoltore. Dunque il lavoro del medico legale non è finito. Per meglio comprendere la dinamica del decesso sono stati effettuati anche dei prelievi istologici che verranno analizzati all’Università di Chieti e saranno fatti esami tossicologici per escludere l’assunzione di qualsiasi sostanza pericolosa (che al momento sembra doversi escludere) che serviranno a definire senza ombra di dubbio questo decesso dichiarato naturale, con ulteriori riscontri scientifici.
Simone la sera di venerdì scorso si è sentito male mentre si trovava in camera sua, intorno alle 22, quando i genitori hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Ma nulla si è potuto, nonostante tutti i tentativi disperati per strapparlo alla morte. Un esame autoptico quanto mai importante che dovrà essere ora attentamente valutato dal pm Luca Sciarretta che sin da subito potrà svolgere quegli accertamenti necessari per ampliare, eventualmente, il raggio di azione su altre possibili responsabilità. E qui l'inchiesta potrebbe spostarsi sul versante sportivo.
Sulla specifica patologia cardiaca non si sa ancora nulla di preciso, in quanto il riserbo degli inquirenti è totale, ma ipotesi e valutazioni in merito potrebbero portare a comprendere se questa patologia era congenita e soprattutto come mai nessuno, dello staff medico e societario che seguiva questo giovane atleta professionista, abbia mai evidenziato questa problematica. Non si esclude, come accaduto in casi analoghi, che si tratti di una patologia non evidenziabile. Ma questi interrogativi potranno essere sciolti solo quando il medico legale avrà eseguito tutti gli esami di laboratorio e stilato la sua consulenza da consegnare alla procura.
Una morte arrivata nel momento in cui Simone stava spiccando il volo, dopo infortuni e imprevisti che lo avevano messo a dura prova. Ma adesso iniziava a raccogliere i frutti di tutti i sacrifici fatti. Proprio la scorsa settimana aveva firmato un contratto con una squadra professionistica olandese che gli avrebbe permesso di fare il salto che aspettava da tempo. Cresciuto nella Nuova Spiga Aurea, aveva debuttato tra gli Under 23 nel 2022 con la D’Amico UM Tolls per poi passare alla Big Hunter Beltrami Tsa Senese, mentre ora correva per la formazione marchigiana Continental MG. K Vis Colors for Peace. L’ultima gara cui aveva partecipato, il 16 agosto scorso, era stato il Gran Premio Capodarco di Fermo, mentre il 15 settembre avrebbe parteciparto alla storico Trofeo Matteotti. Quest’anno si era piazzato 7° al Campionato italiano under 23 e decimo al Giro della Valle D’Aosta, in forza alla Nazionale Under 23. Ma molti altri erano stati i suoi ottimi piazzamenti.
I funerali domani alle 17, in piazza Di Marzio a Spoltore. Saranno presenti tutti i compagni di squadra.

