Il Green pass nelle scuole: «Tutto per evitare la dad»

Quaresimale: presidi pronti a organizzare i controlli per il ritorno in presenza
È già partito il conto alla rovescia per la riapertura delle scuole. L’intero settore si sta preparando a riaccogliere gli studenti in presenza, ma soprattutto ad introdurre le nuove disposizioni del governo in materia di Green pass. «Ho già sentito alcuni dirigenti scolastici», ha detto l’assessore regionale all’Istruzione Pietro Quaresimale, «e sono disposti a fare di tutto, anche ad organizzare una macchina di controlli da zero, pur di evitare il ricorso alla didattica a distanza, che ha già creato troppi problemi ai ragazzi». Toccherà ai dirigenti scolastici, infatti, accertare che l’intero personale abbia il certificato verde all’ingresso degli edifici.
OBBLIGO MASCHERATO. Secondo le ultime disposizioni del governo, infatti, docenti e personale tecnico dovranno necessariamente esibire il Green pass prima di entrare a scuola.
Per gli insegnanti no vax, alla quinta assenza scatterà in automatico la sospensione del contratto di lavoro e dello stipendio. Solo i soggetti con particolari condizioni di salute saranno esonerati dall’obbligo di Green pass, ma dovranno esibire un certificato medico.
I CONTROLLI. Un obbligo “mascherato”, dunque, che però renderà necessario costruire un meccanismo di controllo praticamente da zero, nelle scuole, e che rimette tutto nelle mani dei dirigenti scolastici. I presidi potranno delegare ad un responsabile scelto l’organizzazione dei controlli, ma si attende una circolare specifica del governo per chiarire tutti i dubbi.
LE SANZIONI. Il rischio, per i presidi che non controlleranno il Green pass, è una multa fino a 1.000 euro. In caso di irregolarità accertate, le sanzioni partono da un minimo di 400 euro e possono essere raddoppiate in caso di reiterazione. Il ministero dell’Istruzione, in accordo con i sindacati, sta definendo il protocollo sanitario e la circolare, attesa nei prossimi giorni, chiarirà anche i passaggi necessari per la formazione del personale delegato al controllo.
UNIVERSITÀ. Anche all’interno delle università sarà obbligatorio presentare il certificato verde. La vera differenza con le scuole riguarda il fatto che il Green pass sarà obbligatorio solo per gli studenti degli atenei. Spetterà alle singole università, poi, organizzare controlli a campione nelle aule.
LA POLEMICA. Le decisioni del governo hanno scatenato un ampio dibattito, a poco più di un mese dal rientro in classe. I sindacati sono molto delusi da questa nuova misura, come ha rivelato al Centro il segretario Cisl Scuola Abruzzo e Molise Davide Desiati, sottolineando come il Green pass sia «soltanto un palliativo, adottato per nascondere i reali problemi del personale scolastico e dei trasporti».
È di diverso avviso, però, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Antonella Tozza: «Si tratta di una scelta governativa e istituzionale, tesa a garantire il ritorno in presenza degli studenti, quindi la definirei lodevole».
Sulla stessa lunghezza d’onda c’è anche l’assessore regionale Quaresimale: «È una decisione presa dal Governo, alla luce dell’aumento dei casi di Covid nelle ultime settimane, dunque con una base scientifica ben evidente. Proprio per questo motivo mi sento di rispettarla e condividerla. La priorità di tutti è ovviamente evitare un ritorno in dad. Per questo motivo siamo disposti a fare ogni sacrificio possibile affinché gli studenti possano stare tutto l’anno in presenza».
NODO TRASPORTI. Quello dei trasporti è l’altro grande tema, sollevato dal responsabile Cisl Davide Desiati, e connesso alle scuole, poiché considerati il vero luogo in cui il virus può trasmettersi con facilità tra gli studenti: «Anche su questo fronte stiamo cercando di mettere in campo tutte le nostre risorse», conclude l’assessore Quaresimale, «dopo Ferragosto abbiamo in programma un tavolo con le prefetture in cui faremo il punto della situazione. Vogliamo garantire il massimo della sicurezza agli studenti sotto tutti i punti di vista».

