Il libero professionista che si rinchiude nelle sale slot

10 Dicembre 2015

PESCARA. Un libero professionista di 45 anni che diventa schiavo del gioco e nel gioco costruisce la sua vita parallela scappando dalle responsabilità della sua famiglia. È un’altra storia di degrado...

PESCARA. Un libero professionista di 45 anni che diventa schiavo del gioco e nel gioco costruisce la sua vita parallela scappando dalle responsabilità della sua famiglia. È un’altra storia di degrado sociale che si incrocia al Serd di Pescara. «Questa persona ha cominciato a giocare e, senza neanche accorgersene, si è ritrovata chiusa nelle sale slot lasciando da parte la sua vita quotidiana», dice il responsabile Moreno Di Pietrantonio. Poi, le tappe successive sono da manuale: bugie su bugie alla famiglia pur di poter giocare ancora fino a quando il meccanismo si inceppa perché diventano troppe le questioni irrisolte. «Anche lui, come altri, quando prende coscienza del problema si chiede: ma davvero ho fatto queste cose?». Ma spesso è troppo tardi e a pagare è l’unità della famiglia. «Capita», dice Di Pietrantonio, «che le famiglie vadano in pezzi: i rapporti si basano sulla fiducia, sulla stima e sull’affidabilità. Se vengono meno, il legame si incrina e anche si resta insieme non è facile tenere salda la famiglia».