Il M5S: uniti contro il Masci bis, Pettinari valuti l’alleanza col Pd

Il capogruppo dei grillini Alessandrini: «Per candidare Domenico bisogna cambiare le regole interne» Ma l’accordo con i Dem è lontano: il vice presidente del consiglio regionale non scende a compromessi
PESCARA. «Se Masci vincesse ancora una volta le elezioni sarebbe una iattura per Pescara. Per noi, questa rappresenta un’emergenza da affrontare». Erika Alessandrini, capogruppo del M5S in consiglio comunale, alza lo sguardo verso le elezioni amministrative del 2024 e vede un panorama offuscato dalle polemiche interne – il consigliere regionale Domenico Pettinari è già candidato sindaco sotto la bandiera del civismo – ma vede anche una strada tracciata, quella del campo largo verso la Regione Abruzzo con un’alleanza tra M5S, Pd, Italia Viva, Socialisti e partiti di sinistra.
IPOTESI CAMPO LARGO Per la Regione si voterà a marzo 2024, per il Comune tra maggio e giugno: «Non c’è obbligo di replicare il campo largo anche a Pescara», osserva Alessandrini, «però...». Grillini e Pd potrebbero replicare il progetto Abruzzo Insieme anche a Pescara: discostarsene dopo le regionali non sembra un’ipotesi percorribile. «Ma diciamo che non ci sono preclusioni», afferma Alessandrini per lasciare altre ipotesi sul terreno.
CASO PETTINARI Al momento c’è una certezza soltanto: «Finché, con un voto nazionale, non sarà cambiata la regola dei due mandati, Pettinari non potrà essere candidato sindaco del M5S. Potrebbe però candidarsi da consigliere», dice Alessandrini che segue la linea del coordinatore regionale Gianluca Castaldi: «Domenico è una risorsa importante per tutti noi e per gli abitanti di Pescara e dell’Abruzzo», parola dell’ex senatore che su Facebook aggiunge: «Personalmente, Domenico ha tutta la mia fiducia, sono stato io a chiedere a Conte di nominarlo coordinatore provinciale, così come sono stato sempre io a chiedere a Giuseppe di cercare delle soluzioni utili al MoVimento e al nostro elettorato rispetto alla figura di Domenico, una figura importantissima per noi tutti». Ormai, il caso Pettinari, vice presidente del consiglio regionale, è nazionale.
ALLENZA CON IL PD Ma anche se ci fosse il via libera dall’alto a Pettinari, ci sarebbe un altro nodo, forse ancora più difficile da sciogliere: «Mai con il Pd», è il mantra di Pettinari con i volantini per la campagna elettorale senza alcun simbolo già diffusi in città: «Pronto a servire la nostra Pescara», è lo slogan scelto insieme a «sempre al fianco dei cittadini». E poi un riepilogo delle attività: «In consiglio regionale ho presentato 17 proposte di legge, 150 interrogazioni, 17 risoluzioni, 5 richieste di consiglio straordinario e oltre 50mila emendamenti. Sono sempre stato in prima linea contro delinquenti, criminali e disonesti». Al consigliere regionale, uomo da 10mila preferenze, Alessandrini manda però un messaggio: «Se ci fossero le condizioni per una candidatura a sindaco con il M5S, Pettinari potrebbe ascoltare la base e poi decidere se appoggiare il progetto di una coalizione con il Pd». Ma, stando alle dichiarazioni di Pettinari, l’alleanza con il Pd sembra impossibile: «È evidente che sono scomode le mie posizioni», recita l’ultimo post su Facebook del consigliere regionale, «è forse scomodo che continuo a ripetere che non condivido le alleanze tra M5S, Pd, gli uomini di Italia Viva di Renzi, gli uomini del Partito Socialista e altri? Dovrei forse tacere?». Il margine di trattativa pare assente. Alessandrini sposta il discorso sulla città e dice: «Abbiamo il dovere di pensare a Pescara per i prossimi tre anni. Prima dobbiamo costruire punti fermi programmatici e poi penseremo a un candidato: si fa politica per i cittadini e non per se stessi, quindi, bisogna pensare a cosa ne sarà di viale Marconi e della strada parco con la filovia, al progetto della sede della Regione sull’area di risulta, alle manutenzioni assenti, al verde. Altri tre anni con Masci sarebbero un danno per la città. La nostra priorità è stilare le necessità di Pescara e poi costruire la compagine politica per affrontarle, alla fine troveremo il candidato migliore».

