Il maltempo non ferma lo smog Le polveri di nuovo oltre i limiti
PESCARA. Neanche la neve e la pioggia dei giorni scorsi sono riuscite a fermare l’inquinamento atmosferico. Pescara è di nuovo sotto una cappa di smog.Mercoledì scorso, quando il maltempo ancora...
PESCARA. Neanche la neve e la pioggia dei giorni scorsi sono riuscite a fermare l’inquinamento atmosferico. Pescara è di nuovo sotto una cappa di smog.
Mercoledì scorso, quando il maltempo ancora imperversava in città, la centralina della periferica via Sacco ha fatto registrare valori altissimi delle polveri sottili, in gergo tecnico chiamato Pm10, cioè con dimensioni fino a 10 micron. In pratica, sono stati segnalati 63 microgrammi per metro cubo, contro il limite massimo di 50 stabilito dalla legge per la sicurezza della popolazione. Sono aumentati i valori anche nelle altre zona monitorate della città, ma per fortuna non ci sono stati superamenti. In via Firenze, sono stati segnalati 39 microgrammi, mentre nella zona del teatro D’Annunzio 35.
Ma quel che è peggio è che continuano ad aumentare i giorni, dall’inizio dell’anno, in cui ci sono stati sforamenti delle polveri sottili. Via Sacco detiene il primato di 13 giorni con il Pm10 alto. Seguono il teatro D’Annunzio con 12 e via Firenze con 7.
Ma in un certo senso la situazione peggiore è risultata nella zona del teatro D’Annunzio perché, oltre al superamento del Pm10, si sono registrati 6 sforamenti del Pm2,5, considerato ancora più pericoloso per la salute umana, in quanto le polveri sottilissime fino a 2,5 micron raggiungono più facilmente le vie respiratorie. Studi epidemiologici, confermati anche da analisi cliniche e tossicologiche, hanno dimostrato come l’inquinamento atmosferico abbia un impatto sanitario notevole. Quanto è più alta la concentrazione di polveri sottili nell’aria, tanto è maggiore l’effetto sulla salute della popolazione.
«Gli effetti di tipo acuto», spiegano gli esperti dell’Arpa dell’Umbria, «sono legati ad un’esposizione di breve durata, uno o due giorni, ad elevate concentrazioni di polveri contenenti metalli. Questa condizione può provocare infiammazione delle vie respiratorie, come crisi di asma, o inficiare il funzionamento del sistema cardiocircolatorio».
«Gli effetti di tipo cronico», fanno presente i tecnici, «dipendono, invece, da un’esposizione prolungata ad alte concentrazioni di polveri e possono determinare sintomi respiratori, come tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare e bronchite cronica».
«Per le persone cosiddette sensibili, cioè già affette da patologie polmonari, cardiache o asmatiche», concludono, «è ragionevole temere un peggioramento delle malattie e uno scatenamento dei sintomi tipici del disturbo». (a.ben.)
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