«Il marito tradito ha le foto che sbugiardano il prete»

5 Agosto 2017

Gli avvocati dell’uomo scrivono una lettera all’arcivescovo Petrocchi: «Altro che ravvedimento: don Vito ha incontrato l’amante anche all’Aquila»

L’AQUILA. Nel 2010 don Vito Isacchi era stato trasferito nell’Aquilano per portare conforto alle popolazioni terremotate e avviare un itinerario ascetico per riabilitarsi dopo la scoperta della love story con una sua ex parrocchiana di Roma.
Ma forse non è andata proprio così: il reverendo nel 2010 e nel 2011, pur avendo fatto incetta di incarichi importanti nella diocesi, avrebbe continuato a coltivare la relazione sentimentale trascorrendo fine settimana intimi con la donna fedifraga in una casa della frazione aquilana di Tempera. Il tutto tra passeggiate romantiche notturne e momenti di vita quotidiana come fare la spesa e quant’altro. Un bel quadretto ma nulla a che fare con il riscatto che l’autorità religiosa aveva chiesto al giovane prete per redimersi. Un caso clamoroso, esclusiva del Centro, che è stato ripreso da quasi tutti i principali giornali e siti italiani e anche dalla stampa estera.
Gli avvocati dell’ex marito della donna non ci stanno e in una lettera inviata alla Curia aquilana mettono in dubbio «la prova della fattiva dedizione del sacerdote nel suo ministero». Fatti inoppugnabili secondo gli avvocati del Foro di Roma Giuseppe Di Nardo e Daniele Di Nunzio, che sventolano a sostegno della loro tesi, atti giudiziari e fotografie con date precise scattate dai loro investigatori privati a sostegno della loro tesi finalizzata a sbugiardare il religioso.
LA STORIA. Nel 2008 il marito iniziò a sospettare di una possibile relazione tra sua moglie e don Vito, allora parroco di San Giustino, a Roma, dove la coppia viveva con due bambini. I sospetti si sono tramutati in certezze e l’uomo decise di fare causa alla moglie e al 45enne sacerdote che, nel frattempo, era stato trasferito in Abruzzo per avviare il succitato percorso di riabilitazione. Il giudice del tribunale di Roma, con sentenza passata in giudicato a fine 2016, ha condannato la donna a pagare 15mila euro di risarcimento mentre nulla è stato imputato al religioso che, a differenza della donna, non ha obblighi di fedeltà coniugale. La signora, poi, ha abbandonato il lavoro di commessa a Roma ed è stata assunta in un ente religioso in Svizzera con una paga base di 1800 franchi: non avrà problemi a risarcire il marito.
LA LETTERA. Gli avvocati nella missiva, ora in possesso della Curia aquilana, non fanno sconti all’ex parroco di Assergi, che nel frattempo si è dimesso da tutti gli incarichi, finendo per affermare che non possa più esercitare le sue funzioni. «Tali comportamenti», dicono gli avvocati che si fanno portavoce del marito tradito, «sono evidentemente incompatibili con una “prova di fattiva dedizione nel suo ministero”, anzi dimostrano esattamente il contrario». «E il nostro cliente», si legge ancora nelle lettera all’attenzione dell’arcivescovo Giuseppe Petrocchi, «per fare piena luce sulla vicenda, non esclude di diffondere parimenti attraverso gli organi di stampa il sopra menzionato materiale probatorio, al fine di smentire quanto da voi affermato che non corrisponde affatto al vero. Il nostro assistito ritiene che Don Vito Isacchi, a causa dei suoi negativi reiterati comportamenti, non possa più esercitare le sue funzione nelle comunità parrocchiali e, al riguardo, chiede che l’Arcidiocesi dell’Aquila adotti gli opportuni e doverosi provvedimenti nei suoi riguardi, non potendo la vicenda essere ridotta ad un mero accadimento passato e di poca importanza, quasi da trascurare. I comportamenti di Don Vito hanno determinato la fine di un matrimonio e un enorme dispiacere e dolore al marito, padre di due figli, all’epoca minorenni. Occorre precisare che Don Vito Isacchi era il confidente spirituale della famiglia del nostro assistito e quest’ultimo riponeva piena fiducia in lui. La famiglia intera trascorreva molto tempo nell’oratorio e seguiva le attività della parrocchia. E se da un lato il marito tradito ha patito le sofferenze legate alla fine del suo matrimonio e la rottura di una famiglia, dall’altro lato Don Vito ha proseguito nella sua attività di sacerdote, anzi assumendo sempre nuove mansioni e progressivi maggiori riconoscimenti». «Per tutte le ragioni», conclude la lettera, «si chiede ufficialmente che l’Arcidiocesi di competenza adotti tutti quei provvedimenti e quelle misure che mostrino la seria attenzione verso certi negativi comprovati atteggiamenti, che possano essere nel contempo monito e diffida verso altri prelati che potrebbero cadere negli stessi gravi errori».
STAMPA ESTERA. La relazione di un prete con una parrocchiana fa sempre notizia. E non è strano che il caso aquilano sia finito su almeno due importanti giornali stranieri. Il Daily Post, affermatissimo giornale di New York, ha riportato il fatto con la foto del sacerdote e accanto un’immagine pruriginosa di una coppia al letto con «motori ben scaldati». Anche lo storico giornale londinese The Telegraph ha pubblicato un resoconto, imperniato sull’insolita causa giudiziaria, nel quale campeggia la foto del parroco e sotto anche quella del papa.
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