Il mattatoio chiuso per sempre Il Comune: impossibile riaprirlo

La struttura ha cessato l’attività il 5 gennaio scorso. Del Trecco: «Ora l’immobile non è più nostro» Il presidente di Ambiente Galasso: «Vorremmo destinare l’edificio a servizio della gestione rifiuti»
PESCARA. La partita del mattatoio è definitivamente chiusa. Sia per il Comune di Pescara e sia per la società Ambiente Spa, proprietaria dell'immobile, non c'è alcuna possibilità di riapertura. Lo scorso 5 gennaio l'impianto dove vengono macellati quasi 26mila tra ovicaprini, bovini, suini, ed equini all'anno, aperto dagli anni Settanta, ha cessato le sue attività a causa di una sentenza, risalente a maggio scorso, che imponeva la restituzione dell'immobile alla società Ambiente. Nonostante gli incontri che si sono susseguiti e l'intervento del prefetto che ha convocato attorno a un tavolo tutti i soggetti interessati, il mattatoio resta chiuso.
«Quella è una proprietà di Ambiente Spa», ribadisce l'assessore alle politiche ambientali, Isabella Del Trecco «che per statuto non ha possibilità di gestire né di dare in gestione il mattatoio. Abbiamo fatto tantissime riunioni a cui ha partecipato anche il Comune. È una situazione che si trascina da anni, per cui gli allevatori sapevano perfettamente che avrebbero dovuto restituire la struttura. Ci fu anche un incontro per provare a trasferire il mattatoio nel centro agroalimentare di Cepagatti, ma anche quella è una strada che si è interrotta. Più che fare da tramite il Comune non può fare altro, nonostante la buona volontà che è stata messa», conclude Del Trecco.
La chiusura è scaturita da due fattori. Il contratto con i gestori scaduto a cui si è affiancata anche una sentenza che imponeva la restituzione dell'immobile alla società proprietaria. Tempo fa la Asl era intervenuta anche per evidenziare una serie di problemi di natura sanitaria per la cui soluzione servivano somme consistenti difficili da reperire. Nei giorni scorsi il servizio veterinario di Igiene degli allevamenti dell’azienda sanitaria ha lanciato un appello, per una rapida riapertura, sottolineando l'importanza del mattatoio come osservatorio epidemiologico, grazie al continuo monitoraggio eseguito ad ogni macellazione dai veterinari. Nella struttura venivano abbattuti sia capi sani, stoccati nei frigoriferi, ma anche capi infetti e altri esemplari da sottoporre a ulteriori analisi a cura dell'istituto Zooprofilattico di Teramo.
Quell'appello a riattivare una struttura definita dalla Asl «un punto di riferimento fondamentale per gli allevatori di tutta la regione» resta inascoltato, e l'immobile verrà sfruttato da Ambiente per un servizio relativo all'ambito dei rifiuti da mettere a servizio della cittadinanza. «L'immobile è rientrato nella disponibilità di Ambiente», conferma il presidente del consiglio di amministrazione, Massimo Galasso, «alla luce di una scadenza contrattuale e della sentenza. Nel nostro statuto non è prevista quel tipo di attività, né tantomeno possiamo affidarlo in gestione a terzi per quei fini. Siamo specializzati nel settore igiene ambientale ed è su quello che concentreremo i nostri sforzi». Il futuro dell'immobile non è ancora chiaro, ma sicuramente «verrà destinato alla città per un servizio nell'ambito della gestione dei rifiuti», afferma Galasso, che annuncia entro qualche mese l'apertura di una seconda ricicleria in via Prati.

