Il ministro Fioramonti: «Io qui da volontario dieci anni fa, farò la mia parte»

17 Settembre 2019

«Nel 2009 ero un giovane ricercatore a Bologna, siamo venuti all’Aquila subito dopo il sisma per dare una mano. Ma la Protezione civile ci bloccò, dicendo che avevano bisogno di persone specializzate....

«Nel 2009 ero un giovane ricercatore a Bologna, siamo venuti all’Aquila subito dopo il sisma per dare una mano. Ma la Protezione civile ci bloccò, dicendo che avevano bisogno di persone specializzate. Non mi scoraggiai: tornai di nuovo portando con me tante persone dall’Emilia Romagna e tutto ciò che poteva servire per aiutare i terremotati». Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha ricordato così la sua storia di volontario post-sisma, una storia che in pochi conoscono, sollecitato dalle domande di Flavio Insinna dal palco di “Tutti a scuola”.
Dieci anni fa quello che non poteva sapere, era che sarebbe tornato all'Aquila da ministro, per inaugurare un anno scolastico significativo: quello del decennale del sisma, che ha prodotto migliaia di sfollati, morti e distruzione. Dal palco il ministro – che realizzò anche un documentario sulle popolazioni colpite dal terremoto – ha voluto anche sottolineare il senso della presenza del governo: «Un tributo alla tenacia di questa comunità, che proprio dalla scuola ha deciso di ripartire. Nonostante gli sforzi, moltissimo resta ancora da fare per sanare le ferite». E la promessa: «Farò la mia parte per porre fine a ulteriori e inaccettabili ritardi». Promessa di vicinanza alle popolazioni soprattutto dell'entroterra montano è arrivata anche dal sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro, che proprio ieri mattina ha giurato nel suo nuovo ruolo. «Un impegno a mettere in campo tutte le attività concrete per dare uno sviluppo a questo territorio», ha detto, «una regione che in questi anni ha sofferto moltissimo , ma questa giornata è da vivere come un auspicio». Poi, in riferimento alle aree interne in lotta continua contro lo spopolamento, dove persino le scuole fanno difficoltà a restare aperte (un esempio è la scuola di Lucoli, che non riaprirà), De Cristofaro ha aggiunto: «Tornerò per verificare la situazione e affrontare il problema del depauperamento scolastico delle zone montane». (m.g.)