Il ministro Fioramonti: «Io qui da volontario dieci anni fa, farò la mia parte»
«Nel 2009 ero un giovane ricercatore a Bologna, siamo venuti all’Aquila subito dopo il sisma per dare una mano. Ma la Protezione civile ci bloccò, dicendo che avevano bisogno di persone specializzate....
«Nel 2009 ero un giovane ricercatore a Bologna, siamo venuti all’Aquila subito dopo il sisma per dare una mano. Ma la Protezione civile ci bloccò, dicendo che avevano bisogno di persone specializzate. Non mi scoraggiai: tornai di nuovo portando con me tante persone dall’Emilia Romagna e tutto ciò che poteva servire per aiutare i terremotati». Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha ricordato così la sua storia di volontario post-sisma, una storia che in pochi conoscono, sollecitato dalle domande di Flavio Insinna dal palco di “Tutti a scuola”.
Dieci anni fa quello che non poteva sapere, era che sarebbe tornato all'Aquila da ministro, per inaugurare un anno scolastico significativo: quello del decennale del sisma, che ha prodotto migliaia di sfollati, morti e distruzione. Dal palco il ministro – che realizzò anche un documentario sulle popolazioni colpite dal terremoto – ha voluto anche sottolineare il senso della presenza del governo: «Un tributo alla tenacia di questa comunità, che proprio dalla scuola ha deciso di ripartire. Nonostante gli sforzi, moltissimo resta ancora da fare per sanare le ferite». E la promessa: «Farò la mia parte per porre fine a ulteriori e inaccettabili ritardi». Promessa di vicinanza alle popolazioni soprattutto dell'entroterra montano è arrivata anche dal sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro, che proprio ieri mattina ha giurato nel suo nuovo ruolo. «Un impegno a mettere in campo tutte le attività concrete per dare uno sviluppo a questo territorio», ha detto, «una regione che in questi anni ha sofferto moltissimo , ma questa giornata è da vivere come un auspicio». Poi, in riferimento alle aree interne in lotta continua contro lo spopolamento, dove persino le scuole fanno difficoltà a restare aperte (un esempio è la scuola di Lucoli, che non riaprirà), De Cristofaro ha aggiunto: «Tornerò per verificare la situazione e affrontare il problema del depauperamento scolastico delle zone montane». (m.g.)
Dieci anni fa quello che non poteva sapere, era che sarebbe tornato all'Aquila da ministro, per inaugurare un anno scolastico significativo: quello del decennale del sisma, che ha prodotto migliaia di sfollati, morti e distruzione. Dal palco il ministro – che realizzò anche un documentario sulle popolazioni colpite dal terremoto – ha voluto anche sottolineare il senso della presenza del governo: «Un tributo alla tenacia di questa comunità, che proprio dalla scuola ha deciso di ripartire. Nonostante gli sforzi, moltissimo resta ancora da fare per sanare le ferite». E la promessa: «Farò la mia parte per porre fine a ulteriori e inaccettabili ritardi». Promessa di vicinanza alle popolazioni soprattutto dell'entroterra montano è arrivata anche dal sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro, che proprio ieri mattina ha giurato nel suo nuovo ruolo. «Un impegno a mettere in campo tutte le attività concrete per dare uno sviluppo a questo territorio», ha detto, «una regione che in questi anni ha sofferto moltissimo , ma questa giornata è da vivere come un auspicio». Poi, in riferimento alle aree interne in lotta continua contro lo spopolamento, dove persino le scuole fanno difficoltà a restare aperte (un esempio è la scuola di Lucoli, che non riaprirà), De Cristofaro ha aggiunto: «Tornerò per verificare la situazione e affrontare il problema del depauperamento scolastico delle zone montane». (m.g.)

