Il mondo segreto di D’Alimonte ne “La geometria del tempo”

18 Ottobre 2014

Una calda vena impressionistica, piena di bellezza e dolcezza, caratterizza la silloge di versi che Daniela D'Alimonie, docente di lettere e collaboratrice de Il Centro, ha di recente pubblicato con...

Una calda vena impressionistica, piena di bellezza e dolcezza, caratterizza la silloge di versi che Daniela D'Alimonie, docente di lettere e collaboratrice de Il Centro, ha di recente pubblicato con il titolo di "La geometria del tempo" (Tabula Fati, 8 euro, 68 pagine). Versi che scavano nella realtà, cercandovi il segreto dell'esistenza, pronti a captare gli impercettibili movimenti dell'ambiente naturale, a catturare i momenti magici e a cercare in questi momenti la risposta alle perplessità della vita.

Versi garbati dove l'esistenza viene espressa nei suoi lati più delicati, ma spesso anche contraddittori. Scrive la poetessa: «Forse mi piacerebbe affiorare da un uscio disserrato per me di sera, e sfiorare la notte, e sentire l'amore». Versi che fanno comunque bene, che rappacificano con l'esistenza e la bellezza dell'esistenza, che cercano nella realtà umana e naturale i segni di una morale autentica, una morale interiore la quale faccia da orientamento all'individuo e alle sue vicissitudini. Questa tematica delle verità interiori è evidente in una delle poesie più struggenti dell'intera raccolta, "Coltivo la mia essenza", dove il viaggio dentro se stessi, scatenato dalla domanda sul perché delle cose, diventa il ritrovamento di un nuovo equilibrio che si fa tutt'uno con il sentimento della pietà e del perdono. Una poesia della natura, ma al contempo dell'amore. Poesia come scoperta del mondo e dei suoi istanti e spazi segreti, ma anche come difesa dal mondo, dai suoi strepiti, dai suoi attacchi. Violenze alle quali la poetessa per sua stessa ammissione risponde con la stasi e con il silenzio: «E poi a ripercorrere le onde sonore dei miei silenzi sono ormai abituata. Accolgo i giorni con stasi e vorrei chiamarla saggezza».A volte la resa e la rinuncia sembrano essere le condizioni alle quali maggiormente l'autrice si rifà, di fronte ad un'esigenza, non tanto di comunicazione, quanto di comunione che viene tradita dal mondo circostante. I versi di Daniela D'Alimonte parlano di un mondo segreto e delicato che continua a sopravvivere anche in questi decenni di evoluzioni accelerate e superficiali. Un mondo piccolo e grande che la poetessa di Roccamorice vuole a tutti i costi testimoniare. Come nell'ultima poesia, dove il senso di un segreto che serpeggia nascosto attorno a noi si rivela in tutta la sua problematicità: «C'è troppo silenzio nel giorno e nell'aria; è stabile questo istante imprendibile. Vivo come in un sogno e scrivo di fretta un pensiero, per cogliere la redenzione, il segreto che non torna».

©RIPRODUZIONE RISERVATA