Il monito di Valentinetti: non speculate sui lavoratori

L’arcivescovo interviene dopo l’incontro in Curia con venti precari di Attiva «Occorre un nuovo concorso interno che garantisca sicurezza ai futuri assunti»
PESCARA. Un concorso ad hoc rivolto anche agli ex lavoratori interinali di Attiva, l’azienda che gestisce la nettezza urbana in città. È questa la richiesta che è arrivata dal vescovo della diocesi Pescara- Penne, Tommaso Valentinetti, il quale sabato scorso ha incontrato una delegazione dei circa settanta operatori ecologici che negli scorsi anni hanno lavorato in Attiva con contratti a tempo determinato e che ora reclamano un'assunzione a tempo indeterminato. «Ho promesso loro di farmi portavoce e di sostenere le loro richieste», ha scritto monsignor Valentinetti in un comunicato stampa diramato ieri, raccontando le modalità dell’incontro avuto con gli ex interinali due giorni prima.
«Mi ero accordato», riferisce Valentinetti, «con alcuni di loro per incontrare una delegazione e mi sono ritrovato, sabato pomeriggio, a confronto con una ventina di persone. Ci siamo seduti in chiesa, nella cappella della parrocchia “Spirito Santo” e ho avuto la possibilità di ascoltare i rappresentanti, ma anche la disperazione della situazione».
Tra i presenti, precisa l’arcivescovo, c’erano alcuni familiari degli operatori ecologici, tra i quali mogli e mamme, come «segno di una necessità che non può rimanere inascoltata». E l’attenzione della diocesi di Pescara-Penne non si è fatta attendere. «Come Chiesa ci siamo», ha per questo sottolineato Valentinetti, «ma è chiaro che possiamo offrire ascolto e aiuti momentanei a chi è più scoraggiato, perché appartenente a una famiglia monoreddito. Ma non è questa la soluzione», ha subito aggiunto l’alto prelato, il quale poi si è soffermato nello specifico. E in riferimento alla richiesta dei netturbini di ottenere un posto di lavoro fisso da Attiva, anche alla luce di una sentenza dell’ottobre scorso del tribunale di Pescara, che ha convertito, per uno dei lavoratori interinali, un contratto a tempo determinato in uno a tempo indeterminato, Valentinetti ha osservato «che sia giusto sostenere tali richieste e battersi perché la Corte dei Conti possa esprimersi al più presto per una riassunzione senza che la società vada in dissesto finanziario».
Un rimando, quello del vescovo, che va alla lettera che la settimana scorsa il Comune ha inviato ai magistrati contabili per sondare l’eventualità di una «soluzione conciliativa», la quale però non diventi causa di un danno erariale. Ma l’appello del vescovo si è concluso, dopo una critica ai contratti da precario, con la richiesta di una nuova selezione pubblica, che segua quella terminata alla fine dello scorso anno da Attiva, nella quale sono stati reclutati 47 operatori ecologici. «Non si può sfruttare il bisogno di lavoro», ha rimarcato dunque Valentinetti, «e non si può speculare sul fatto che in tanti accettino forme di contratto provvisorie, pur di portare qualcosa a casa. Anch’io chiedo che possa essere organizzato un concorso interno legato alle singole qualifiche che dia più sicurezza ai futuri assunti - tra l’altro con spese inferiori – e di conseguenza “più forza” ad Attiva, perché un lavoratore motivato e sereno produce di più e abbraccia con più decisione il valore del servizio alla comunità, oltre alla necessità del lavoro come sussistenza».
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