Il neo sindaco: «Demolirò subito l’ex Enaip»

La struttura della riviera nord in abbandono è uno dei primi obiettivi della nuova amministrazione
PESCARA. Tra i primi interventi che Carlo Masci intende mettere in cantiere riguarda l’ex Enaip, sulla riviera nord. «Questa è una delle strutture fatiscenti e abbandonate», dice, «è un altro scandalo di cui mi occuperò non appena sarò proclamato sindaco». «Questi manufatti, pericolosi anche dal punta di vista igienico sanitario», aggiunge, «saranno abbattuti anche per evitare che vengano occupati abusivamente».
L’ex Enaip è di proprietà del Comune da luglio 2016, cioè da quando è stato ceduto dall’Agenzia del demanio con un atto sottoscritto dal sindaco uscente Marco Alessandrini, dal direttore generale dell’Agenzia Roberto Reggi e dall’allora presidente della Regione Luciano D’Alfonso. In base a questa convenzione sono stati trasferiti al Comune, oltre all’immobile dell’ex Enaip, anche altri beni di proprietà dello Stato.
L’ex Enaip è stato utilizzato per anni dal Comune come parcheggio estivo a pagamento. Negli ultimi mesi, è diventato oggetto di trattativa per una permuta tra quell’immobile e l’area vicino alle Naiadi dove dovrebbe sorgere il futuro Parco nord.
In pratica, l’ex Enaip è stato oggetto di un ripetuto confronto interno all’ente per tentare di acquisire gratuitamente le aree private sulle quali realizzare il Parco nord, a fronte della cessione ai privati dell’area di proprietà comunale. In questo modo l’ex Enaip dovrebbe diventare un lotto ricettivo di parte delle volumetrie espresse dalle aree private sulle quali il Comune intende realizzare il Parco nord.
«Questo consente», aveva spiegato poco tempo fa il sindaco uscente Marco Alessandrini, «di dare piena attuazione alle previsioni del prg che qualificano quelle aree private con destinazione urbanistica F1 verde pubblico/parco pubblico, attraverso un sistema che tenga conto dei valori di mercato dell'area ricettiva e dell'area originaria trasferendo volumi. Per centrare l’obiettivo ci siamo fatti promotori di diversi incontri con tutti i soggetti pubblici coinvolti ai quali abbiamo presentato l’ipotesi progettuale, dall’Agenzia del demanio all’Arma dei carabinieri, visto che una quota delle possibili volumetrie da trasferire ricadrebbe in un lotto di proprietà demaniale e attualmente in uso al comando provinciale dei carabinieri-Reparto biodiversità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

