«Il nostro lavoro vanificato dai tempi della giustizia»

Colantuono, segretario provinciale Siulp: risultati resi inutili A rimetterci sono i cittadini onesti e chi s’impegna tutti i giorni
PESCARA. «Se sicurezza e giustizia non vanno alla stessa velocità, il treno della sicurezza deraglia». La sintesi arriva dal segretario provinciale del Siulp (sindacato italiano unitario lavoratori polizia) Orazio Colantuono che con una metafora racconta la frustrazione delle forze dell’ordine.
«Premesso che i numeri della provincia di Pescara non sono paragonabili a quelli di altre realtà, il fenomeno dei furti resta comunque e non è solo legato alle macchine, ma a tutto. Il problema», sottolinea il sindacalista, poliziotto della Stradale, «è che se il governo si trova a fare un decreto sulla sicurezza urbana dove attribuisce più poteri al sindaco, senza far seguire trasferimenti economici che mettano in condizione lo stesso sindaco di operare, significa che il cittadino è stato preso in giro per l’ennesima volta. Invece, al di là di tutto», aggiunge Colantuono, «in questo Stato dove la polizia giudiziaria, a prescindere da quale sia la forza di polizia, porta dei risultati, si tratterebbe solo di garantire la certezza della pena. E invece questi risultati vengono vanificati da tutte le situazioni che stabiliscono benefici di pena e via dicendo. Il risultato alla fine è questo, che il cittadino onesto vede il responsabile del furto andarsene in giro per la città, o libero comunque, in attesa di un processo che, se avviene, ha tempi biblici. A meno che non ci sono eccezioni come quella della Procura di Vasto che in un paio di mesi ha portato a sentenza il responsabile dell’omicidio del giovane D’Elisa. Il problema è tutto lì, nella certezza della pena, nei tempi della giustizia che non sono gli stessi della sicurezza e degli sforzi che quotidianamente fanno le forze dell’ordine». (s.d.l.)
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