Il novello Archimede è Di Fabio

14 Maggio 2016

Sedicenne conquista per il liceo Galilei l’argento alle Olimpiadi della Matematica

PESCARA. Orgoglio per il liceo scientifico Galileo Galilei: sua la medaglia d'argento alle Olimpiadi della matematica.

Dapprima hanno sbaragliato i conterranei con le armi dell'intuito e della razionalità. Poi hanno conquistato la semifinale, accaparrandosi un posto nell'Olimpo dei Matematici con altre 28 scuole. E non riuscendo nell'ardua impresa di conquistare una medaglia nella competizione a squadre, se la sono presa in quella individuale. Merito di Giuseppe Di Fabio che ha sfiorato la medaglia d'oro per soli due punti. Un trionfo individuale che tuttavia ha coronato gli sforzi di un gruppo di giovani matematici brillanti, che nelle semifinali e poi finali delle Olimpiadi di matematica che si sono svolte dal 6 all'8 maggio a Cesenatico hanno dato lustro alla solida preparazione scientifica avuta al liceo Galilei. Il team, composto da Giorgio Travaglini, Davide Vecchi, Francesco Tarantelli (finalista anche nelle Olimpiadi di Fisica), Simone D'Agostino, Daniele Dente, Stefano Martone e Giuseppe Di Fabio è sceso in campo provvisto solo di capacità matematiche, ma determinato a risolvere con un procedimento rigorosamente scientifico e nel minor tempo possibile i sei problemi posti. Conquistato il pass per la finale i sette Archimede di Pescara si sono cimentati con ben 16 problemi, una combinazione di algebra, geometria e aritmetica. Non sono riusciti nella conquista del podio. Ma la delusione è stata ingoiata ben presto dai risultati individuali. Infatti l'impresa l'ha centrata Giuseppe Di Fabio, che a soli 16 anni, dopo aver riportato un bronzo lo scorso anno, ha sbaragliato anche gli avversari anagraficamente più grandi e ha iscritto a lettere d'argento il suo nome e quello della scuola nell'Albo d'onore della competizione.

«Non posso fare a meno di esprimere tutta la mia soddisfazione», commenta il dirigente scolastico del Galilei, Carlo Cappello. «Il risultato di Di Fabio non solo galvanizza il genio matematico di un ragazzo di appena 16 anni, ma consegna alla scuola un importante riconoscimento per il lavoro svolto. Si tratta di un traguardo che mette i docenti di fronte a una nuova sfida: coltivare con più accuratezza possibile la fertile mente di un giovane matematico affinché la scintilla della passione continui sempre ad ardere in lui. Anche la squadra ha ottenuto un buon risultato, se si considera che è arrivata alle finali, scrivendo il nome del liceo Galilei tra le prime ventisei sulle 300 partecipanti».

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