Il nuovo manager Asl a Penne in visita all’ospedale abbandonato

Sopralluogo di Mancini alla struttura del Carmine: «Degrado impressionante, recupero difficile» Ma sul San Massimo lascia ben sperare: «È nostra intenzione mantenere qui servizi importanti»
PENNE. Prima visita del nuovo general manager della Asl di Pescara, Armando Mancini (subentrato a Claudio D’Amario) nelle strutture sanitarie di Penne. Giovedì il nuovo manager, accompagnato dai dottori Stefano Boccabella e Walter Fortunato, ha visitato sia il complesso ospedaliero del San Massimo che la struttura sanitaria del Carmine. «La struttura ospedaliera del Carmine dal punto di vista del degrado è impressionante. Ho seri dubbi che possa essere recuperata. Tutto si può fare», spiega Mancini, «ma richiede un intervento economico importante. Ci sarebbe la soluzione dei fondi Inail, ma resta un’ipotesi da valutare bene». Inail che mesi fa ha lanciato una raccolta di manifestazioni d’interesse per l’effettuazione di iniziative immobiliari di elevata utilità sociale e la Asl di Pescara, all’epoca gestita da D’Amario, ha partecipato al bando mettendo sul piatto i 16.060 metri quadrati dell’immobile.
Sulla struttura del Carmine la Asl ha predisposto un progetto preliminare il cui valore è pari a 25 milioni e 778 mila euro, ma l’operazione appare assai complessa. Concepito come manicomio negli anni ’70, la struttura del Carmine è a tutt’oggi utilizzata solo per una piccola porzione come distretto sanitario di base.
«Per quanto riguarda il San Massimo», spiega Mancini che nella visita è stato accompagnato anche dal vicesindaco di Penne Ennio Napoletano e dall’assessore Gabriele Pasqualone, «è una bella struttura e può essere utilizzato anche come ospedale di comunità. Vediamo di capire il piano di riordino, ma la nostra intenzione è quella di mantenere servizi importanti nella struttura del San Massimo. È molto grosso», commenta Mancini, «e per questo ha un costo elevato».
La visita del nuovo direttore generale della Asl di Pescara è servita soprattutto per capire le potenzialità ricettive delle strutture ospedaliere pennesi. Per gli utenti dell’area vestina c’è la necessità che l’ospedale pennese torni a garantire servizi importanti come un tempo. Negli ultimi anni la struttura sanitaria ha visto un decisa riduzione di tutto il personale medico. Tra tutti i reparti si è passati da 75 unità mediche alle 54 circa presenti ora. Anche il reparto Riabilitazione vive una difficile situazione. Nel 2000 erano presenti 11 fisioterapisti che accoglievano le esigenze anche di utenti esterni, oggi il servizio è assicurato ai soli pazienti della struttura sanitaria e prestano servizio solamente tre fisioterapisti. «Il nuovo direttore», sottolinea l’assessore Pasqualone, «ha manifestato la sua intenzione di decongestionare l’ospedale di Pescara dirottando alcuni servizi importanti su Penne. È stato un incontro confortante e che ci lascia ben sperare per il futuro della nostra struttura ospedaliera».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

