Il nuovo prefetto: andrò subito a visitare Rigopiano

Di Vincenzo: segno di attenzione simbolica rispetto a quello che accadde nel 2017 Tra le priorità: l’apertura di sportelli a sostegno dei cittadini contro il rischio usura
PESCARA. La prima cosa che Giancarlo Di Vincenzo farà nel suo nuovo ruolo di prefetto di Pescara è una visita a Farindola «come segno di attenzione simbolica per quello che è successo a Rigopiano» dove il 18 gennaio 2017 una valanga travolse e distrusse l’hotel omonimo, provocando la morte di 29 persone. Nel suo primo giorno in città Di Vincenzo, 55 anni, nato a Chieti e vissuto a Rosciano prima di lasciare l’Abruzzo alla volta della Capitale, sottolinea la «grande umiltà e disponibilità» con la quale torna a Pescara dopo 26 anni e la totale assenza di presunzione poiché «non arrivo qui il primo giorno e comincio a fare proclami su come fare per risolvere i problemi del territorio».
Durante il suo primo incontro con la stampa, ieri pomeriggio alle 15,30, il neo prefetto ha citato D’Annunzio e Flaiano e i valori positivi di un territorio che, a suo dire, non presenta grosse criticità in termini di sicurezza, ma proprio per questo «la responsabilità delle istituzioni è più importante perché ci impegna a mantenere l’integrità». Non è voluto entrare nel merito della vicenda giudiziaria di Rigopiano «perché non è mio compito dare giudizi o fare valutazioni», ma ha annunciato la volontà di voler visitare tutti i comuni della provincia, partendo proprio dal luogo in cui tre anni e mezzo fa si è consumata la tragedia. «Se la città di Pescara ha un ruolo assorbente nella provincia», ha sottolineato, «mia intenzione è dare grande attenzione a tutti i Comuni, soprattutto ai più piccoli, che visiterò uno a uno». Di Vincenzo ci ha tenuto, quindi, a esprimere «grande solidarietà» nei confronti del poliziotto che sabato è stato aggredito con calci e pugni durante un controllo: «Le divise non si toccano», ha detto, «le istituzioni siamo noi, ma anche i cittadini. Chi manca di rispetto alle istituzioni manca di rispetto a se stesso».
Tra le priorità individuate nel suo primo incarico da prefetto: agevolare la ripresa economica, semplificare, sburocratizzare e aprire le porte della Prefettura «che non deve essere un luogo chiuso, ma una parte della città, e per questo voglio coinvolgere la cittadinanza portando avanti anche iniziative culturali». «Prevediamo», spiega Di Vincenzo, «l’apertura di sportelli per sostenere cittadini, imprenditori e commercianti, per difenderli dall’usura che rischia di essere ancora più presente dopo questo terribile periodo. L’obiettivo è rendere più facile la vita dei cittadini e delle imprese, portando avanti iniziative concrete e specifiche, come l’attivazione della Conferenza permanente per portare in discussione le iniziative da attuare».
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