Il padre di Valeria: «Sono vivi, salvateli»

27 Gennaio 2021

L’abbraccio del maresciallo Mella col vescovo Santoro

MASSA D’ALBE. È un altro giorno di angoscia per i familiari e gli amici dei quattro dispersi. Sono momenti drammatici in cui disperazione e speranza si mescolano nell’attesa di ricevere qualche notizia. La speranza, come quella del maresciallo dei carabinieri Vincenzo Mella, papà di Valeria, convinto che i quattro siano vivi, al riparo in una grotta.
Gli occhi colmi di lacrime sono spettatori di uno scenario quasi surreale, fatto di elicotteri che toccano terra giusto il tempo di far salire a bordo i soccorritori per poi ripartire alla volta della montagna e un enorme dispiegamento di uomini che vanno e vengono dal campo base allestito a Forme di Massa d’Albe. E lo sguardo è sempre lì, nella pancia del Velino dove dentro la roccia si apre una vallata lunga otto chilometri, magnifica e insidiosa allo stesso tempo. Traspare tensione nei volti dei tanti che assistono inermi alla grande macchina dei soccorsi aspettando che la montagna possa restituire sani e salvi Tonino, Gianmauro, Gianmarco e Valeria. Il maresciallo dei carabinieri Mella aspetta un miracolo ed è convinto che la figlia 25enne e i suoi tre amici di avventura possano aver trovato rifugio in una delle grotta scavata nella roccia in attesa che i soccorritori li raggiungano per tarli in salvo.
L’ABBRACCIO COL VESCOVO. Al campo base è arrivato anche il vescovo. Commovente è stato l’abbraccio tra monsignor Pietro Santoro e i familiari dei dispersi. «Sono qui a portare il mio conforto e la mia preghiera a queste famiglie», dice il vescovo incamminandosi verso i locali della Pro loco per incontrare i parenti. Al suo fianco c’è il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, tornato anche ieri al campo base per seguire da vicino un altro estenuante giorno di ricerche. «Sono giorni di dolore per la città», dichiara Di Pangrazio, «non ci resta che sperare e pregare». Quindi l’incontro con Mella. «Sono ragazzi preparati e in gamba», dice al vescovo il maresciallo Mella, «voglio credere che abbiamo trovato rifugio e stiano solo aspettando che li andiamo a prendere. Il punto in cui è stato intercettato il segnale, e in cui si sono concentrate le ricerche, coincide con una grotta dove in passato altri escursionisti hanno trovato riparo», prosegue il padre della giovane dispersa, «Valeria è molto forte ed è una ragazza tanto determinata. E un giorno ve la porterò a far conoscere».
ARRIVA MARSILIO. E mentre il vescovo stringe a sé i genitori delle 25enne in un commovente abbraccio, all’ex scuola elementare di Forme fa il suo ingresso anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al quale Mella rivolge un sentito ringraziamento per tutta la macchina organizzativa che si è mobilitata per le ricerche della figlia dispersa sul Velino. «Abbiamo messo in campo un’azione imponente con la Protezione civile regionale», dice Marsilio con accanto il suo capo segreteria, il marsicano Massimo Verrecchia. «Sono stati straordinari fin dalla prima sera», aggiunge il maresciallo dei carabinieri, «non si sono spaventati e non si sono fermati davanti a nulla. C’è tanto di bello nelle persone e tutta questa solidarietà è semplicemente straordinaria». «Questa è la Marsica», replica Santoro, «qui c’è gente dal cuore grande». Parole che lusingano il sindaco di Avezzano che non fa altro che annuire alle frase del vescovo.
PASTI CALDI. Per il secondo giorno, i volontari della Pro loco di Forme hanno preparato oltre 200 pasti caldi per famiglie e soccorritori. Sin dalle prime ore dell’emergenza il sindaco di Massa, Nazzareno Lucci, ha aperto la ex scuola elementare rendendosi disponibile nel supporto necessario ai soccorsi. L’edificio resta operativo per offrire assistenza e ristoro ai parenti, agli amici e a tutti gli uomini che stanno prestando soccorso.
«SERVE UN MIRACOLO». Il commerciante Mauro Frabotta, padre di Gianmauro, è salito a Casale da Monte dove è ancora parcheggiata l’auto dell’unico figlio.
«Speriamo nel miracolo», sottolinea Frabotta con voce fioca, rammaricato per le condizioni di maltempo del giorno prima che hanno costretto i soccorritori a interrompere le ricerche facendo perdere del tempo prezioso. Anche il noto commerciante non riesce a darsi pace per quel ragazzo che qualche anno prima aveva addirittura scalato con successo una delle maestose e insidiose vette del Nepal.
TEAM DI PSICOLOGI. Per dare supporto ai familiari, è arrivato anche un team di psicologi che li assisterà nella snervante attesa. A coordinare le operazioni sul posto è il maggiore Silvia Gobbini, a capo della compagnia dei carabinieri di Tagliacozzo, in stretto contatto con il prefetto Cinzia Torraco. Ma ieri a supervisionare le ricerche è arrivato anche il colonnello Nazareno Santantonio dall’Aquila.
PROTEZIONE CIVILE. «La recente valanga, il forte vento e la presenza di pericolosi accumuli di neve fresca rendono difficoltose le operazioni dei soccorritori impegnati nella ricerca dei quattro dispersi», spiegano il direttore dell’agenzia di Protezione civile regionale, Mauro Casinghini, e il dirigente Silvio Liberatore, «durante l’ultimo tavolo tecnico abbiamo studiato una strategia di accesso all’area di ricerca per un’azione imponente che prevede l’impiego di tre elicotteri, personale addestrato e volontari». (f.d.m.)
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