Il padrone: intelligenti e sensibili, non vanno usati come un’arma
«Ci sono troppi pregiudizi sui pitbull, ma sono cani come tutti gli altri». A parlare è il padrone di un American staffordshire terrier, del tutto simile a un pitbull, che chiede l’anonimato. «La...
«Ci sono troppi pregiudizi sui pitbull, ma sono cani come tutti gli altri». A parlare è il padrone di un American staffordshire terrier, del tutto simile a un pitbull, che chiede l’anonimato.
«La verità è che per avere un cane bisogna avere la testa, non è che si compra un cane perché va di moda, o perché serve una guardia di sicurezza. Io il mio ce l’ho da dieci anni, l’ho comprato in un allevamento a duemila euro e l’ho scelto perché comunque mi piacciono i molossi. Posso dire che è intelligente e sensibile, capisce quando sono contento o quando sono nervoso, gli piace farsi fare le coccole, è molto protettivo. Come tutti i molossi non va d’accordo con gli altri cani, ma relativamente. Ha bisogno di giocare e di spazio per correre e sfogarsi, e questo manca assolutamente a Pescara. Il problema», va avanti il giovane pescarese, «sono gli accoppiamenti abusivi, perché poi i cuccioli che non si riescono a vendere vengono abbandonati, perchè costa mantenerli e li lasciano liberi, con tutto quello che comporta. Ci vogliono le leggi. Qualunque cane è un’arma, e ancora di più i pitbull che sono stati creati proprio per combattere. Adesso hanno mischiato un po’ la razza per addolcire il carattere, ma resta il fatto che non vanno aizzati o addestrati ad attaccare. Ma ci dovrebbero essere comunque più controlli, soprattutto adesso che non è più richiesto i l patentino per i padroni di razze cosiddette pericolose».

