«Il parco-rifugio per cani occasione unica per tutti»

27 Gennaio 2023

Masci scrive al “Centro” e svela i dettagli dell’opera ideata da un noto etologo «Abbiamo i fondi e l’area donata da Kilgren: basta discussioni sterili e dannose»

Il dibattito che si sta sviluppando sul canile-rifugio di Spoltore appare sempre più surreale. Purtroppo questa storia, che poteva essere una bella storia di civiltà, sta assumendo sempre più i contorni di una triste vicenda guidata da interessi personali, finte incomprensioni strumentali, campanilismi grotteschi e anacronistici. Una cosa è certa, rischiamo tutti di perdere l’unica occasione, da quarant'anni a questa parte, che ha il territorio pescarese di vedere sorgere una struttura all’avanguardia di ricovero per cani, un centro-adozioni unico in Italia. Oggi abbiamo la disponibilità di un terreno agricolo con destinazione urbanistica adeguata, un progetto esecutivo di altissimo livello, entrambi messi a disposizione gratuitamente da un privato benefattore, risorse economiche pubbliche, reperite dal Comune di Pescara, che ci permettono di realizzare l’opera, ma ci stiamo avvitando in discussioni sterili e dannose.
La storia è semplice ed è nota a tutti, seppur sia stata capziosamente raccontata nelle forme più distorte.
Daniele Kilgren, l’ideatore dell’albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio e dei Sassi di Matera, venuto a conoscenza, nel 2021, in piena pandemia, che i Comuni di Pescara e di Spoltore cercavano da tempo, senza alcun esito positivo, un terreno per realizzare un canile-rifugio, visto il suo grande amore per gli animali, decide di mettere a disposizione il suo terreno agricolo di Spoltore per portare a compimento il sogno, da sempre coltivato, di un parco-rifugio per cani, in cui il benessere degli stessi e la bellezza dei luoghi fossero le caratteristiche fondamentali. Per questo motivo fa redigere un progetto da un etologo esperto di fama nazionale, di sua fiducia, dettandogli come unica prescrizione l’altissima qualità del risultato finale. Nel contempo, coinvolge gli enti pubblici interessati, chiedendo loro di reperire le risorse necessarie e di mantenere il giusto riserbo, fino a quando non ci sarebbe stata la certezza della disponibilità reale di un importo sufficiente a effettuare l’intervento edilizio in argomento.
Il Comune di Pescara, che negli accordi tra i due enti era quello che si era assunto l’onere di trovare le risorse economiche per il canile-rifugio, si è attivato immediatamente in tal senso, arrivando a mettere insieme, tra fondi propri e nazionali, la ragguardevole somma di 621mila euro, pari a quella del progetto. È superfluo dire che entrambi i sindaci di Spoltore erano perfettamente a conoscenza di ciò che stava accadendo, informati di ogni passo da me personalmente, da Daniele Kilgren e da Sandra Santavenere, delegata dalla Lega del Cane, dal primo momento, a seguire la questione. Tutto posso accettare, anche il ripensamento, perché poi ognuno risponde alla propria coscienza, ma non che si dica che il sindaco di Pescara abbia agito senza mettere a conoscenza sistematicamente del suo operato i colleghi sindaci. Il Comune di Pescara doveva reperire i fondi, l’ha fatto con tempestività ed efficacia. L’essere passati per la prima volta dalle frasi di circostanza ai fatti, non può certo essere considerata una colpa. Non posso e non voglio pensare che qualcuno abbia potuto sostenere l’iniziativa a parole e con il sorriso di circostanza, nella convinzione che sarebbe naufragata come tante altre per la mancanza di fondi.
Ora, al di là delle polemiche spicciole, delle giustificazioni forzate, delle difese fuori dal tempo, dei barricaderi del No, ci troviamo a un bivio della storia del benessere degli animali nel nostro territorio.
Chi oggi si tirerà indietro, chi oggi non prenderà una posizione netta su questa questione, non potrà più parlare di canili, rifugi, centri di adozione, perché quelle parole avranno soltanto il sapore rancido dell’ipocrisia. E non può valere neanche la scusa delle proteste dei cittadini per la realizzazione in una zona agricola di un canile-rifugio, semmai possano avere un peso le proteste dei singoli di fronte a un’operazione di civiltà collettiva. D’altra parte, è sufficiente volgere lo sguardo a Montesilvano, dove il canile è ubicato nella zona più turistica e ricca della città, a due passi dal mare, dal più grande insediamento alberghiero e di intrattenimento d’Abruzzo, da una nuovissima ed elegante zona residenziale piena di abitanti, nessuno dei quali ha protestato per il canile.
Per questi motivi, in piena coscienza, sapendo di avere fatto tutto quanto è nelle mie possibilità per coinvolgere il Comune di Spoltore in un progetto unitario, per dare al nostro territorio un canile-rifugio, che sia soprattutto un parco-adozioni per i cani, ma anche un luogo di incontro per le famiglie e i bambini, non posso fare altro che presentare formalmente a detto Comune un’istanza per un accordo di programma fra enti, per un’opera strategica e necessaria, avviando l’iter amministrativo, in modo tale che ciascuno si assuma le responsabilità dei propri atti. Sono convinto che, diradata la nebbia delle polemiche politiche, la sensibilità e l’attenzione delle persone e degli amministratori per le tematiche legate al mondo animale prevarranno di fronte agli egoismi degli urlatori.
*sindaco di Pescara