Il parroco di Rancitelli denuncia: «Droga e grigliate sul sagrato»

Don Max lancia l’allarme: «Di notte, davanti alla chiesa, succede di tutto. Servono le telecamere» Il prete degli Angeli Custodi chiede controlli: «Mai visti così tanti tossicodipendenti nel quartiere»
PESCARA. «Il sagrato della chiesa si è trasformato in una rosticceria con la fornacella, munita di paletta e griglia, accesa nottetempo e, più in là, bottiglie d’acqua utilizzate per preparare il fumo di crack. Questo luogo privo di sorveglianza, malgrado le nostre continue richieste di telecamere al Comune, di notte diventa terra di spacciatori, tossicodipendenti e sbandati: ormai si fanno le grigliate e si consuma droga anche davanti al portone della chiesa. È una situazione insostenibile per la comunità». Don Massimiliano De Luca, parroco degli Angeli custodi a Rancitelli, lancia l’ennesimo grido d’allarme: «Qui la criminalità, dopo l’abbattimento del Ferro di cavallo, si sta riorganizzando comprando case sfitte da anni in via Vella, via Lago di Capestrano, via Imele, per continuare i traffici».
Don Max è una sentinella del quartiere e dice: «Con don Giuseppe Scarpone riflettiamo sul fatto che non si sono mai visti tanti tossicodipendenti come in questi ultimi mesi», dice il parroco di frontiera nella città che negli ultimi giorni è balzata alle cronache come la capitale della cocaina con consumi record. Don Max fa l’identikit dei frequentatori della zona: «Sono ragazzini anche di 14-15 anni che arrivano dall’hinterland e adulti di 40-50 anni, prostitute e sbandati della Tiburtina, che vengono in chiesa a chiederci da mangiare o di potersi lavare. Ora si spaccia anche davanti alla chiesa, sul sagrato, che non si può definire una piazza perché non ci sono bar, negozi, farmacia ed edicola», ironizza don Max che ogni volta ci mette la faccia e alza la voce. «Ho chiesto più volte le telecamere al Comune ma mi sento sempre rispondere che non ci sono i fondi, chissà perché per le periferie, il nostro marchio a fuoco, non si trovano mai», sottolinea con amarezza il sacerdote, «abbiamo avuto un incontro, per fare il punto della situazione, con il prefetto e il questore, i carabinieri di via Lago di Borgiano, le fiamme gialle e l’assessore Isabella Del Trecco, ci mettono impegno ma qui non basta mai e le risposte sono sempre le stesse: la presenza delle forze dell’ordine è costante e gli spacciatori sono attenzionati. Il 1° agosto alle 21.42 ho visto un movimento sospetto, ho chiamato il 112 ma non è arrivato nessuno». Dice di sentirsi «sempre più solo» don Massimiliano che incalza: «Le brave persone muoiono o vanno via, i giovani scappano e qui non nascono più bimbi, da 10mila abitanti siamo rimasti in tremila. Da inizio anno ho celebrato 34 funerali e 8 battesimi. Le attività commerciali chiudono, ultimamente una gelateria, una macelleria e una gastronomia tra via Tronto e via Sacco e siamo ostaggi delle famiglie baronali».
Don Max parla dei palazzi ex Clerico diventati un accampamento di tossicodipedenti: «Ma se qualcuno salta la staccionata e si fa male di chi è la colpa? Il Comune faccia recintare l’area e presenti il conto ai privati». L’amministrazione nei giorni scorsi ha emanato un’ordinanza per imporre ai proprietari di intervenire e sanare la situazione entro 30 giorni. E, conclude, don Max: «A Napoli, le Vele di Scampia si stanno rigenerando, qui da noi l’abbattimento del Ferro di cavallo provocherà il ritorno del Ferro di cavallo perché sul progetto di ricostruzione degli alloggi sono previsti solo i portici, non i servizi promessi. E qui servirebbero una sede della polizia municipale, un distaccamento universitario e le scuole».
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