Il patto della montagna farà ripartire l’Abruzzo

25 Luglio 2020

Roccaraso, il ministro Boccia chiede ai sindaci di elencargli le priorità

ROCCARASO. L'Italia inverte la rotta e si prepara a ripartire dalla montagna. Digitalizzazione, sostenibilità e green economy sono le priorità del Governo per le aree interne che oggi più che mai assumono un ruolo strategico. Nella lista delle priorità del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, che ha convocato nella sala consiliare del Comune di Roccaraso gli Stati generali della montagna, c'è il desiderio di capire da chi vive a vario titolo i territori quali sono le reali esigenze della popolazione. E così, in linea con le normative anti-Covid, l'Abruzzo è diventato per due giorni il quartier generale del dipartimento degli affari generali del Governo che ha convocato ben 120 relatori - tra presenti e collegati in streaming - per conoscere sia dagli amministratori le necessità di chi vive la propria quotidianità in una località di montagna e sia dai dirigenti delle principali aziende italiane quali sono le risposte concrete da dare, e dai tecnici tempi e modi di intervento. GLI OBIETTIVI. È stato il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, ieri pomeriggio a dare il via al confronto al quale hanno preso parte migliaia di amministratori e cittadini collegati dalle varie piattaforme messe a disposizione da Uncem e Governo. «È un'occasione d'oro per le aree interne», ha evidenziato, «da qui può nascere un patto per la ripartenza. Questa è l'occasione per porre al centro del dibattito una nuova politica della montagna che abbandoni la logica dei numeri e si concentri sulle peculiarità dei territori».
L'obiettivo è quello di permettere a tutti di vivere dignitosamente in ogni angolo d'Italia grazie a servizi e strutture adeguate. La montagna rappresenta più del 40% del territorio italiano e secondo Enrico Borghi, consigliere per la montagna del ministro Boccia, è arrivata l'ora di dire basta alle disparità. «C'è un'Italia che non esiste», ha sottolineato, «le statistiche non sono in grado di dare numeri che corrispondono alla realtà. L'Italia è fatta da territori che hanno tutto e territori che rischiano di non avere più niente. Su questa fotografia si è abbattuto il Covid e i processi sociali ed economici si sono immediatamente velocizzati. Ora non abbiamo molto più tempo, dobbiamo fare delle misure necessariamente straordinarie».
Proprio durante il Covid, come ricordato da Borghi, si è riscoperta l'importanza dei negozi come degli ospedali di prossimità che pur assicurando un servizio per chi vive nelle aree interne spesso sono a rischio. Per questo secondo il ministro Boccia è importante intervenire dirottando i fondi a disposizione su tutto ciò che può rendere la vita migliore a chi risiede in montagna, senza più disparità. «Reti, fibra, scuola, trasporti, punti nascita nelle aree interne, non possono essere condizionati da un vincolo di bilancio», ha precisato Boccia, «tocca poi allo Stato garantire i livelli essenziali delle prestazioni e la classe politica ha il dovere di trovare le risorse ma tutelando sempre prioritariamente quelle per garantire i diritti universali».
LA DIGITALIZZAZIONE. Lezioni scolastiche e tele lavoro hanno fatto emergere durante il coronavirus la necessità di avere un'adeguata connessione in grado di abbattere ogni tipo di frontiere. Proprio nella seduta plenaria degli Stati generali tutto ciò è stato ribadito anche dal ministro per l’Innovazione, Paola Pisano che ha poi siglato un piano per la banda ultra-larga con il presidente di Uncem nazionale Marco Bussone. «Firmiamo un impegno sui progetti e sulle risorse umane», ha dichiarato il ministro, «per portare avanti la digitalizzazione. Anche l'Italia diventerà una nazione digitale, con servizi adeguati, però c'è bisogno di correre e cogliere le opportunità che ci offre la globalizzazione mettendoci a passo con i tempi. La base per l'innovazione è la connettività».
LA RICOSTRUZIONE. Ridurre i tempi di intervento e andare a investire in servizi per la collettività è l'obiettivo di Boccia che si è mostrato particolarmente attento alle esigenze dei paesi colpiti dal sisma. «Mai si erano posti al centro della ripresa di un paese temi come questi», ha commentato il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini, «ci troviamo nel pieno di un tornante storico che ci ha messo davanti a una serie di emergenze che vanno fronteggiate. Se non ci si occupa di questi temi nell'immediato, paesi che hanno fatto la storia di questa nazione sono destinati a morire. Abbiamo l'occasione giusta per ridisegnare il volto di questi territori».
Legnini ha parlato poi delle difficoltà riscontrate nelle aree terremotate, chiamando in causa anche Angelo Borrelli, capo dipartimento Protezione Civile presente in sala, e ha auspicato che si possa partire dagli Stati generali della montagna per dare un'ulteriore accelerata ai processi in atto.
LE RICHIESTE. Sono stati i rappresentanti istituzionali del territorio a rompere il ghiaccio e a porre al centro della discussione le priorità per le aree interne e in particolare per l'Abruzzo. «Ci sono realtà nelle aree di montagne dove le pubbliche amministrazioni, a causa dei continui tagli, non sono più in grado di offrire ai loro cittadini quello di cui hanno bisogno», ha affermato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio che ha poi presentato l'esempio del punto nascita di Sulmona da anni a rischio a causa dei numeri, «siamo pronti ad accogliere la sfida del ministro Boccia e a rilanciarla, rischiamo di avere un'overdose di fondi dovuti all'emergenza Covid che vanno sfruttati a vantaggio delle reali esigenze dei territori». Dello stesso avviso il presidente della Provincia dell'Aquila, Angelo Caruso, per il quale «serve attenzione nel riordino delle istituzioni soprattutto per i Comuni delle zone interne orfane delle comunità montane e delle province che hanno come unico riferimento le Regione». L'onorevole Fabio Berardini, ex M5S, ha auspicato in una nota che «questo sia l’inizio di un percorso che attraverso attività concrete, possa creare opportunità di crescita e sviluppo per l’intera area montana».
I TAVOLI. La discussione è andata avanti, poi, con gruppi di lavoro ai quali hanno preso parte reppresentanti di istituzioni, aziende, università e dell'associazionismo che hanno avanzato proposte per il rilancio della montagna italiana. Domani si ricomincia con la seconda e ultima giornata.