Il patto di Forza Italia preoccupa la Lega

Rimpasto: la prima riunione con Valore Abruzzo (gli ex del Carroccio) scatena la reazione di D’Eramo
PESCARA. La tregua è finita. Si riaccendono i fuochi sul rimpasto in giunta regionale. La prima mossa è di Forza Italia, ma a stretto giro di posta la Lega reagisce. Ci spieghiamo meglio: ieri i forzisti hanno convocato la prima riunione operativa con Valore Abruzzo, composto da ex leghisti. Lo hanno fatto per dare ufficialità alla federazione che, di fatto, fa guadagnare maggior peso in Abruzzo al partito di Berlusconi.
Il messaggio è chiaro: ci tocca un assessore in più. Ed è rivolto sia al timoniere della giunta regionale, Marco Marsilio, sia alla Lega, che dovrebbe sacrificare una poltrona. Ma che ribatte attaccando a gamba tesa Valore Abruzzo, dando un messaggio a FI.
I fatti: ieri mattina a Pescara, nella sede del Consiglio regionale, si è svolta la riunione del gruppo consiliare costituito da Forza Italia e Valore Abruzzo. «Con questo primo incontro», spiega il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Fi, «si avvia un percorso comune con l'intenzione di rendere ancora più incisivo l'operato dell'intero centrodestra». Oltre a Pagano, erano presenti per Fi il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il capogruppo Mauro Febbo e l'assessore Daniele D'Amario, e per Va il capogruppo Simone Angelosante e i consiglieri Antonio Di Gianvittorio e Manuele Marcovecchio. «Più che Valore Abruzzo è “Più Valore e meno Abruzzo”», tuona il coordinatore regionale della Lega, Luigi D'Eramo. «In oltre tre anni di legislatura la Regione, quindi gli abruzzesi, hanno speso oltre 100mila euro per mantenere la commissione Immigrazione che si è riunita solo due volte, di cui una per l’elezione del presidente, Di Gianvittorio. Eppure, il consigliere regionale ha percepito 1.800 euro mensili come indennità aggiuntiva. Deve dimettersi, è inaccettabile continuare così! Siamo al limite del danno erariale», dice D'Eramo, rilanciando: «Il centrodestra non può accettare questa realtà: deve adottare decisioni drastiche visto che Di Gianvittorio, Angelosante e Marcovecchio, dicono di far parte della coalizione di governo». (l.c.)

