Il Pd: da noi solo abruzzesi non ci sono i paracadutati

Il segretario Fina: «Siamo l’unica regione italiana con un presidente di fuori» D’Alfonso: io alla Camera per puntare a far eleggere una donna in Parlamento
La parola chiave è “paracadutati”. Nel giorno della presentazione ufficiale della lista dei candidati al Parlamento, il Partito democratico lancia la sfida al centrodestra. Per sintetizzare il concetto: “Noi abbiamo tutti candidati abruzzesi, voi sarete capaci di fare altrettanto?”.
«Il nostro partito regionale assieme agli alleati è stato nel proporre le candidature il più unito d’Italia, unità che è stata ascoltata e rispettata da Enrico Letta al quale va la mia gratitudine», sostiene Michele Fina, segretario del Partito democratico regionale, presentando ieri a Pescara, allo Spazio 010, la candidate e i candidati di “Italia Democratica e Progressista” in Abruzzo alle elezioni politiche.
«Anche per questo motivo», precisa, «abbiamo evitato i paracadutati, nell’unica Regione d’Italia in cui il presidente (Marco Marsilio ndr)è un paracadutato. L’obiettivo della nostra lista è ottenere più voti di Fratelli d’Italia a livello nazionale e in Abruzzo, se ci riusciamo sarà un chiaro messaggio per il futuro degli abruzzesi. La nostra comunità politica ha investito in un processo di ricostruzione, sono candidati coloro che ci hanno creduto sempre e con coraggio: la nostra proposta è fatta di queste donne e questi uomini».
Alla presentazione erano presenti candidati e dirigenti del partito: oltre Fina c’erano il senatore Luciano D’Alfonso, Luciano Di Lorito, Alfonso D'Alfonso, Stefania Di Padova, Elisabetta Merlino, Ernesto Graziani, Tommaso Di Febo, Rita Innocenzi e Massimo Carugno.
Secondo Fina «ci sono tante e tanti altri che hanno dato la disponibilità ed è stato essenziale, ha dato coraggio a coloro che hanno accettato di essere candidati. Di fatto quindi le candidate e i candidati saranno tanti anche se il nome di molti di loro non sarà sulla lista, sarà la sfida del Noi».
Il segretario del Pd Abruzzo, candidato come capolista nella lista regionale del proporzionale Senato, ha annunciato una «campagna elettorale che sarà contraddistinta dal coraggio delle idee. Ci batteremo contro l’idea di cambiare i connotati fondamentali della nostra Costituzione di chi vuole mandare a casa Sergio Mattarella, contro l’ipotesi di tornare al nucleare con una centrale nella nostra regione e contro quelle di autonomia differenziata e flat tax che vogliono dividere il Paese e lasciare le risorse al Nord togliendole alla sanità, all’istruzione, ai trasporti e alla sicurezza del Sud, Abruzzo compreso. Ci batteremo perché ci sia più lavoro e più giusto, per la cultura e per la formazione, per i giovani a maggior ragione perché non sentiamo altri che ne parlano. Attraverseremo l’Abruzzo per raccontare il nostro progetto di regione e di Paese e non abbandoneremo mai il nostro spirito di apertura, collaborazione e inclusione».
Sono intervenuti anche i rappresentanti delle altre forze. Per Tommaso Di Febo, coordinatore regionale di Articolo Uno, «questa coalizione ha temi e argomenti per affrontare la competizione elettorale, dall’altra parte vedo slogan inapplicabili». Massimo Carugno, candidato per il Partito socialista italiano, ha promesso un «contributo riformista» mentre Alfonso D’Alfonso, coordinatore regionale di Demos, ha elencato valori come l’inclusione, l’accoglienza e l’attenzione ai più deboli come quelli su cui si baserà la sua forza politica. Luciano D’Alfonso, capolista della lista regionale del proporzionale Camera, ha ricordato l’obiettivo di arrivare anche al terzo eletto per il Pd. Con il gioco dei resti i Dem sono corsa con Fratelli d’Italia per far scattare il terzo parlamentare e potrebbe essere Stefania Di Padova alla Camera dei deputati. Tra i suoi obiettivi da parlamentare D’Alfonso sottolinea «il carico fiscale da ridurre a vantaggio dei lavoratori; far partire la Zes in Abruzzo; spese fiscali da rivedere per aiutare la rigenerazione dei beni culturali nei piccoli comuni; l’istituzione di fondo di rotazione per attività di progettazione a vantaggio dei piccoli comuni; l’approccio della Nuova Pescara da estendere alle altre città capoluogo e alle città distretto d’Abruzzo; un Piano regolatore del sottosuolo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

