Il Pd: l’agricoltura è in ginocchio Servono subito 19 milioni di euro

30 Luglio 2023

Il capogruppo Paolucci e i consiglieri Pepe, Blasioli e Pietrucci, incalzano il centrodestra in Regione Le zone più colpite sono la Marsica (l’80 per cento degli ortaggi) e il Chietino per il settore vitivinicolo

PESCARA. «La situazione è gravissima in agricoltura. Serve un’azione efficace subito, perché il comparto vitivinicolo e gli altri raccolti sono segnati e aspettano da maggio un aiuto concreto. La Regione deve e può predisporre gli stanziamenti necessari per dare una prima boccata d’ossigeno a migliaia di imprese».
Forte è il monito del gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale lanciato ieri mattina da Pescara, e rivolto al centrodestra che governa l’Abruzzo, durante la conferenza stampa di presentazione di un emendamento nato per le imponenti difficoltà del comparto agricolo causate dal maltempo della scorsa primavera.
LE SOMME. La proposta contenuta nell’emendamento prevede di costituire un apposito fondo nel Bilancio di previsione 2023-2025 della Regione per il riconoscimento di contributi a titolo di ristoro dei danni subiti. La dotazione iniziale possibile è la seguente: per l’anno 2023 di euro 10.729.380, per il 2024 di euro 4.404.075 e per il 2025 di euro 4.404.075. Per un totale di oltre 19 milioni di euro.
FARE IN FRETTA. «La Regione ha richiesto lo stato di calamità», esordiscono il capogruppo Silvio Paolucci ed i consiglieri Dino Pepe, Antonio Blasioli e Pierpaolo Pietrucci, «ma non è pensabile attendere la definizione dell’iter, potendo attivare misure subito per dare ristori ai danni a campi, vigneti e coltivazioni di ortaggi, tanto ingenti da mettere persino in forse la stagione vitivinicola e olearia a causa dell’impossibilità dei trattamenti antiparassitari. A questi si aggiungono poi quelli subiti dalle aziende zootecniche che hanno visto perdite ingenti dei foraggi e quindi del trasferimento delle mandrie e greggi sui pascoli».
LE ZONE COLPITE. I settori maggiormente colpiti sono: quello della produzione vitivinicola in primis, seguono le colture orticole, la frutta, i cereali, il comparto florovivaistico e i foraggi. Le piogge hanno determinato allagamenti dei campi con conseguente asfissia radicale e marcescenza delle colture in fase di accrescimento o in fase avanzata di maturazione. L’impossibilità di effettuare i trattamenti antiparassitari ha inciso negativamente anche sui vigneti e sui frutteti favorendo lo sviluppo dei patogeni in particolare della peronospora e della botrytis cinerea. I danni sul territorio sono milionari. Nella provincia dell’Aquila, in particolare nella Marsica: il 60% settore cerealicolo, 60% per le patate, 50% per le carote, 40% per frumento e orzo, 80% per la vasta gamma degli ortaggi (insalata, radicchio, finocchi, sedano, spinaci, cavoli, pomodori). Chieti, Pescara e Teramo: nelle tre province si stima una perdita del potenziale produttivo compresa tra il 30 e il 70%, ma in diversi casi, soprattutto nel Chietino, anche il 100% per il settore vitivinicolo.
MA NON BASTA. «Servono tutele per tutta la filiera», incalzano i consiglieri Dem, «lo reclamano da mesi le associazioni di categoria del comparto: uno schermo protettivo che parta dai campi e comprenda anche i lavoratori, che hanno subito una riduzione delle giornate lavorative, con conseguenze anche economiche pesanti. Forte è stato l’appello che le organizzazioni agricole hanno rivolto al Governo regionale», sottolineano, «con puntali richieste di intervento fra cui: l’attivazione di una linea di credito straordinario, rivolta esclusivamente alle aziende danneggiate dagli eventi calamitosi; l’attivazione del prestito di conduzione; la sospensione dei mutui e la riduzione dei tassi di interesse; la sospensione dei canoni dei Consorzi di bonifica; l’anticipo dei finanziamenti europei e infine l’istituzione di un tavolo permanente di crisi per dare risposte a tutte le richieste di sostegno». (l.c.)
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