Il Pd punta l’indice contro la rete ospedaliera Paolucci: nessuna traccia del verbale d’intesa

9 Settembre 2023

PESCARA. «Non vi è traccia del verbale d’intesa sulla rete ospedaliera. Aspettiamo da quattro mesi». È quanto denuncia il capogruppo Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci, che mette nuovamente...

PESCARA. «Non vi è traccia del verbale d’intesa sulla rete ospedaliera. Aspettiamo da quattro mesi». È quanto denuncia il capogruppo Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci, che mette nuovamente sotto accusa la gestione abruzzese della santià ad opera della giunta Marsilio. «A sei mesi pieni dal 17 marzo, data del voto per le Regionali e agli sgoccioli di una legislatura durata 5 anni», afferma Paolucci, «Marsilio non ha prodotto alcun atto ufficiale di programmazione sanitaria, né posto la prima pietra degli ospedali annunciati, né impiegato e investito le risorse giacenti da quando è al governo, mentre la sanità abruzzese perde pazienti, prestazioni, qualità e occasioni. Oggi a crescere sono solo liste di attesa e deficit delle Asl, arrivato ormai oltre i 160 milioni, come rileva anche la Corte dei Conti, un fallimento in piena regola che Marsilio sta bene così, perché è convinto di aver rivoluzionato la sanità con il gioco delle poltrone dei direttori generali, l’unico che veramente interessa il centrodestra a trazione Fratelli d’Italia. Se così non fosse, oggi, a fronte di ben due accessi agli atti, avremmo i documenti che attestano che in questi cinque anni di governo Marsilio ha fatto programmazione, che non ha affrontato e risolto anche la questione dei Dea di Secondo livello. Invece è tutto un grande bluff». E sul verbale d’intesa sottolinea: «Stiamo aspettando Godot da quattro mesi, con la speranza che porti la documentazione ufficiale dell’approvazione della rete ospedaliera. Due le richieste, la prima è del 29 maggio, la seconda è del 14 giugno: entrambe sono rimaste senza alcuna risposta. La verità è che non è possibile produrre atti che non esistono e pareri ministeriali che non sono stati resi. Un fallimento su tutta la linea, dunque, che ci espone anche al rischio di un nuovo commissariamento, perché chi governa oggi non è stato capace nemmeno di fare i passi necessari a mantenere in salute il comparto, dopo l’uscita dal commissariamento, traguardo raggiunto dal centrosinistra nel 2016. Infatti non c’è un progetto realizzato fra quelli annunciati, non c’è un euro speso fra i milioni a disposizione, una mole mai stata così imponente per l’Abruzzo a fronte dell’emergenza Covid. Non c’è nulla che attesti che Marsilio si stia occupando della salute degli abruzzesi», conclude l’esponente Pd, «a parte il risarcimento che la Regione dovrà pagare ai manager rimossi dalle Asl di Pescara e L’Aquila e dalla Direzione dell’Agenzia regionale della sanità, per fare posto alla nomenclatura politica. Ma la gestione del potere è altra cosa che assicurare il diritto alla cura e una sanità moderna ed efficiente che l’Abruzzo non ha».