Il pediatra Verrotti ai genitori: vaccinate sempre i vostri figli
L’esperto risponde alle domande di Rete8: «Le vaccinazioni non vanno sospese in questo periodo I bambini sono meno esposti ma non sono immuni». In trasmissione anche il papà della piccola Noemi
PESCARA. «Ai genitori dico di non sospendere le vaccinazioni dei loro figli in questo momento. Le tappe vaccinali programmate vanno rispettate nonostante il coronavirus. La vitamina D? Sì, è sempre utile somministrarla ai bambini, soprattutto in questo periodo che sono rinchiusi in casa». Sono alcuni dei consigli dati da Alberto Verrotti, direttore della Clinica pediatrica all’ospedale San Salvatore-Univaq dell’Aquila, che ieri sera è stato ospite su Rete8 dello speciale “Pronto Medicina facile” dedicato all’emergenza coronavirus. Verrotti ha risposto alle domande del giornalista Paolo Castignani e a quelle dei telespettatori. Nel corso della trasmissione è intervenuto con un collegamento via Skype anche Andrea Sciarretta, il papà di Noemi, la bimba affetta da una rara malattia, e presidente della Onlus “Progetto Noemi” che ha raccontato di «vivere un momento di grande sacrifico come tutti gli altri genitori che si trovano nelle condizioni di assistere figli con patologie gravi».
Professor Verrotti, si era detto che i bambini erano immuni. Poi ci sono stati i primi casi. Anche loro, quindi, sono a rischio?
«L’impressione iniziale era che il virus colpisse solo gli anziani e le persone con patologie pregresse. Poi queste impressioni sono cambiate. Sì, anche i bambini della fascia pediatrica, quindi 0-18 anni, possono ammalarsi di coronavirus ma il numero degli infettati in età pediatrica resta estremamente basso rispetto agli adulti e agli anziani».
Perché?
«I bambini sono più resistenti all’azione del virus. Il loro sistema immunitario è diverso da quello degli adulti. Reagiscono in maniera meno violenta all’infezione e il fatto che il loro sistema immunitario sia meno energico a reagire può ridurre quell’infiammazione a livello di polmoni e nel resto del corpo».
I bambini si ammalano di meno perché hanno fatto le vaccinazioni?
«Non si ritiene che questo possa essere un fattore determinante».
A proposito di vaccinazioni, bisogna rispettare il programma vaccinale stabilito nonostante la fase di emergenza?
«Certo, vanno rispettate le tappe di vaccinazione codificate dal ministero della salute e dalla società italiana di pediatria che, proprio nei giorni scorsi, ha ribadito che le vaccinazioni vanno fatte. Non vanno rimandate perché non c’è solo il coronavirus. Ci sono anche altre malattie».
Come devono proteggersi i bambini?
«Con gli stessi mezzi che hanno gli adulti. Mascherine, guanti e lavaggio delle mani».
I sintomi dei bambini sono gli stessi di quelli che hanno gli adulti?
«Può bastare un po’ di febbre e un po’ di tosse. Il virus può presentarsi anche in maniera poco sintomatica. Questo è un problema difficile da risolvere perché rischiamo di non avere subito la diagnosi. Ed è la stessa problematica che abbiamo anche nel quadro pediatrico. La perdita di gusto e alterazione dell’olfatto, invece, non sono sintomi rilevanti nei bambini».
Tamponi nei bambini: vanno fatti a tappeto?
«No, vanno fatti dove c’è un sospetto. Va usato il buon senso, altrimenti si esagera».
Nei neonati come facciamo ad accorgerci dei sintomi?
«Ci sono pochissimi casi tra i neonati. Se non c’è febbre, non c’è da preoccuparsi».
È necessario dare la vitamina D ai bambini?
«Sì, va somministrata nel periodo invernale come buona regola per la crescita corporea e per le ossa. In questo periodo, a maggior ragione, è importante somministrarla perché i bambini sono chiusi in casa e quindi sono meno esposti al sole».
Un bambino che ha il diabete come deve proteggersi dal coronavirus?
«Chi ha il diabete può avere difese immunitarie più basse rispetto a soggetti non diabetici. Ma chi ha il diabete controllato non ha grossi problemi. Quindi, anche per i diabetici valgono le stesse misure di prevenzione: lavarsi le mani, usare la mascherina e i disinfettanti».
Anche un bambino di un anno può ammalarsi di Covid-19?
«Nessuno è immune, ma il rischio è molto basso».
Una donna incinta che è positiva può trasmettere il virus al bambino in grembo?
«In tutta la Cina ci sono stati solo 33 casi di neonati positivi nati da donne che avevano contratto il virus. La trasmissione del virus attraverso la placenta è una problematica quasi inesistente».
I bambini che hanno bisogno di cure di cortisone devono sospendere questa terapia?
«La terapia non va modificata. Se il bambino ha bisogno, va continuata la terapia col cortisone».
Quando si tornerà a scuola, quali saranno le misure da adottare?
«Insegnante e alunni tutti con le mascherine».
Le mamme positive possono allattare i bambini?
«Sì, non c’è alcun rischio che il latte materno sia un vettore del virus».
Chi ha fatto il vaccino anti-influenzale è più protetto dal Covid-19?
«Non abbiamo certezze, ma avere la protezione dall’influenza sembra abbia indirettamente protetto anche dal Covid-19».
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