«Il piano acustico di piazza Muzii spegnerà l’economia della città»

5 Agosto 2022

Rabbia e amarezza tra gestori e associazioni, dopo il via libera del Consiglio alle nuove regole  E al Comune chiedono più condivisione sulle norme relative a dehor e occupazione di suolo pubblico

PESCARA. Un documento non condiviso con le associazioni, che parte da rilievi condotti un anno fa che fotografano una situazione completamente diversa da quella di oggi, e che rischia di spegnere la città. È unanime il giudizio espresso sul piano di risanamento acustico della zona di piazza Muzii, approvato mercoledì in consiglio.
«Il distretto di piazza Muzii, da sempre una ricchezza di Pescara, è stato trasformato in un problema», commenta il direttore di Confartigianato, Fabrizio Vianale. «La situazione oggi è cambiata rispetto a dei rilievi avvenuti un anno fa, in un momento storico in cui tante attività, come ad esempio gli stabilimenti erano chiusi e dunque le persone si riversavano tutte in quell’area. Ora si rischia di rendere Pescara l’unica città con un regolamento che impone l’obbligo di stare dentro un limite di decibel talmente basso da sforarlo solo con un vociare più alto». In questo modo, secondo Vianale, «Pescara diventerà meno attrattiva e questo si ripercuoterà su tutta l'economia».
Che le decisioni sui locali di piazza Muzii si riflettano sul resto del commercio è anche la convinzione di Olivia Chiarolla, presidente di Ascom Pescara. «Siamo amareggiati, perché se si danneggia il reparto del food and beverage, a cascata si danneggia tutta la città. Forse si sarebbe dovuto intervenire prima che questo piano fosse portato in aula, e se si andrà avanti in questa direzione nulla di buono arriverà per Pescara». «Siamo fortemente contrari al piano così com'è stato fatto, perché è mancata la partecipazione delle associazioni», dichiara il direttore di Confesercenti Gianni Taucci. «Ci sono aspetti nel provvedimento troppo rigidi, che non consentono deroghe nemmeno all’amministrazione stessa. Ad esempio, con queste norme, se dovessero fare dei lavori pubblici, per rispettare i limiti dovranno lavorare praticamente in silenzio. Pescara rischia di spegnersi e non ci si rende conto di quello che è stato fatto. Stiamo pensando ad azioni anche abbastanza importanti».
Mercoledì, oltre all'approvazione del piano, il consiglio ha votato una mozione che impegna l’assessorato a emettere entro 60 giorni un regolamento su orari, occupazione del suolo pubblico e dehor. «Su una questione così delicata, credo che ci debba essere più condivisione», afferma il presidente di Confcommercio Riccardo Padovano. «Buona parte della politica si è schierata con i residenti e non con il commercio, ma se si spengono le attività, si svuota la città. Contiamo molto sull’attuazione del regolamento che dovrà essere concertato con le associazioni. Su questo non transigiamo». Meno critico Casartigiani che con il direttore Dino Lucente evidenzia come «una regolamentazione serva. Presenteremo delle proposte per far conciliare un po’ di più il rispetto delle norme con il diritto al lavoro delle imprese. Chiederemo alle attività di non servire alcolici all’esterno di locali e dehor dopo la mezzanotte».