Il pm aveva chiesto l’arresto Il giudice: sono incensurati

PESCARA. Nei confronti dei tre indagati, che hanno ridotto in stato di incoscienza un uomo per derubarlo, esistono «gravi indizi di colpevolezza», per il giudice Nicola Colantonio (foto). Ma,...
PESCARA. Nei confronti dei tre indagati, che hanno ridotto in stato di incoscienza un uomo per derubarlo, esistono «gravi indizi di colpevolezza», per il giudice Nicola Colantonio (foto). Ma, trattandosi di persone che non hanno mai avuto problemi con la giustizia, è stata ritenuta «idonea» l’applicazione di misure cautelari diverse dalla detenzione. Non ci sono dubbi, per il gip, sul fatto che i tre abbiano «una capacità delinquenziale spiccata» che li ha portati a mostrare «spregio assoluto» per l’incolumità della vittima, pur di raggiungere dei profitti economici. Il medicinale che gli è stato somministrato in dosi «altissime» è in grado di incidere sulle capacità «cognitive e vitali» per cui avrebbe potuto creare danni notevoli, «perfino irreversibili» all’uomo. La misura più «gravosa» è stata imposta alla 19enne, per il ruolo di «preminenza» nella pianificazione e attuazione del piano criminale: la giovane non potrà allontanarsi da Pescara né uscire di notte. A Giacintucci, che avrebbe avuto un ruolo di «supporto logistico come autista», è stato imposto l’obbligo di firma tre giorni a settimana. Il pm Mirvana Di Serio aveva chiesto i domiciliari per Filippone e Giacintucci.
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