Il pm: in assemblea ci fu anche voto di scambio

Di Cristoforo avrebbe pagato un credito da 70 mila euro ad una ditta della famiglia del sindaco di Cugnoli per assicurarsi il suo sostegno
PESCARA. La politica e l’Aca: è il binomio che corre sottotraccia all’inchiesta sulla contabilità dell’azienda e per cui il consulente della procura Gianluca Vita avverte, fin dalle prime pagine della relazione, che «il partito dell’acqua» avrebbe piegato l’Aca «a un centro politico», a «una perversa logica politica».
C’è un episodio, nella relazione di 140 pagine, per cui la procura ha ipotizzato il reato di illecita influenza sull’assemblea ed è quello che chiama in causa l’ex presidente dell’Aca Ezio Di Cristoforo e il sindaco di Cugnoli Lanfranco Chiola: «Pagamenti di debiti in cambio di voti per un’assemblea» racconta l’inchiesta bis, il secondo troncone di quella madre per tangenti le cui in indagini sono sempre state condotte dalla Forestale di Annamria Angelozzi e dalla squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana.
«Il voto in assemblea in cambio del pagamento del credito». E’ il 2012 e l’Aca, che gestisce il servizio idrico in 65 Comuni, già versa in condizioni critiche con circa 100 milioni di debiti, un dissesto finanziario che, commenta anche il consulente, «si manifesta anche nella difficoltà a effettuare i dovuti investimenti». La relazione entra nel cuore del legame tra l’Aca e la politica quando dice che «i pagamenti dei debiti sono stati spesso effettuati senza il rispetto di uno scadenzario e alcune volte i pagamenti sono stati concepiti come merce di scambio per favori personali con una preferenza accordata ai fornitori che permettevano di ottenere benefici politici».
Secondo l’accusa, il sindaco Chiola avrebbe «scambiato», come riporta la relazione, «il proprio voto favorevole in un’assemblea per il pagamento di un credito vantato della ditta di famiglia di cui era socio». Il perito della procura commenta che l’episodio «è emblematico di una gestione senza alcun criterio razionale» e riporta anche il verbale di Chiola e quel presunto scambio di voti per l’assemblea in cambio del pagamento di 70-80 mila euro. Il sindaco di Cugnoli era stato ascoltato in questura tempo fa sulla gestione dell’Aca e sui rapporti tra la società che gestisce il servizio idrico dell’acqua e i Comuni e, parlando di un’intercettazione, ha messo a verbale: «Sì, effettivamente ricordo la telefonata e preciso che si trattava di una richiesta fatta a Di Cristoforo in favore della società Chiola Angelo srl. In sostanza», prosegue il sindaco, «la Chiola Angelo srl vantava e vanta tutt’ora una posizione creditoria nei confronti della società Aca spa, a suo tempo di circa 70 - 80 mila euro per lavori svolti. Preciso che la richiesta è stata avanzata, poiché la società aveva necessità di rientrare dei propri crediti a fronte della posizione debitoria verso terzi. La mia richiesta è stata soddisfatta poi con un versamento della società Aca di 40 mila euro». E’ anche questo episodio che spinge il consulente della procura a definire l’ex presidente dell’Aca Di Cristoforo «come un factotum», «decideva i pagamenti da fare» e a proseguire con una nota: «Chi non era d’accordo con questa politica, veniva allontanato». (p. au.)
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