Il popolo di San Pio ai Colli Ultima festa con la reliquia

Bagno di folla ai Sette dolori tra messe e testimonianze di fede: «Lui ci protegge» Alle 17 la teca con il cuore sarà trasferita a San Cetteo, poi il ritorno in Puglia
PESCARA. Si concludono oggi i nove giorni di celebrazioni, catechesi, confessioni, veglie, in onore del cuore di San Pio che migliaia di fedeli, provenienti da tutto l’Abruzzo e anche da altre regioni, hanno venerato nella basilica della Madonna dei Sette dolori ai Colli dal 15 ottobre scorso. Dopo le celebrazioni di oggi ai Colli, la teca argentea che conserva la reliquia sarà ospitata dalle ore 17 nella cattedrale di San Cetteo fino alle 20 quando ripartirà alla volta di San Giovanni Rotondo.
Per la comunità pescarese si chiude un evento indimenticabile capace di riempire il santuario dei Colli, dall’alba a mezzanotte, di folle adoranti in processione davanti alla sacra icona. C’è chi manda baci al cuore di San Pio, chi si genuflette e prega, chi cerca di fermare con uno scatto quel momento irripetibile, i pochi secondi di passaggio davanti alla teca che diventano un lampo di speranza, per poi dirigersi verso i confessionali, accolti da padre Guglielmo Alimonti, discepolo del santo di Pietrelcina, e da padre Luca Di Panfilo, parroco dei Sette dolori. Centinaia di fedeli in fila, con gli occhi umidi e il batticuore, arrivati dai paesi vicini, ma anche da Puglia e Sardegna, per non perdersi quell’unico attimo, una preghiera, una benedizione per figli e nipoti, una richiesta di grazia, davanti all’ampolla che custodisce un pezzo di cuore di padre Pio, santo da venti anni, arrivato per la prima volta a Pescara e in Abruzzo per volontà dell’amatissimo frate dei Colli, padre Guglielmo, e del vulcanico padre Luca, superiore della Fraternità e anima dei gruppi di preghiera locali, col sostegno di monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo della diocesi Pescara-Penne.
I volontari dei gruppi di preghiera distribuiscono santini con il volto di San Pio e le mani con le stimmate, in dono anche il libro “I miei giorni con padre Pio”, le memorie di padre Guglielmo che a 93 anni, compiuti il 17 ottobre scorso e festeggiati con il sindaco Carlo Masci, non rinuncia a dire messa all’alba. Un giovane dal volto triste ne chiede più d’uno: «Sono per i nipoti», rivela il volontario Luciano, che glieli ha consegnati.
Annamaria D’Amico e Liviana Troiano, arrivano da Cappelle sul Tavo: «È una emozione indescrivibile», affermano mentre escono dalla chiesa con gli occhi lucidi e la voce ancora strozzata dalle forti sensazioni, «abbiamo chiesto una benedizione per figli e nipoti ed espresso il desiderio che ci alleggerisca dal peso di questi tempi difficili in cui siamo persi e provati. Padre Pio ci ridà speranza. Speriamo che questo evento si possa ripetere». «Il nostro cuore batte insieme a quello di padre Pio», dice Fabrizia Speziale dei Colli, «tanti malati si rivolgono a lui e ciò mi commuove». Sara Di Minco, 25 anni di Santa Teresa di Spoltore, mamma di un bimbo di due anni, tira fuori dalla borsetta il «santino che ho trovato per strada due anni fa, da allora mi ha sempre protetto e oggi, qui, ho il batticuore».
Da Avezzano arrivano don Bernardo Trelle, parroco della chiesa Santa Maria in Morino, con Mirella, Teresa e Simone: il gruppo ha fatto visita, nel vicino convento, a padre Valeriano Vestini, cappuccino di 102 anni, e poi va a pregare San Pio.
Il programma di oggi: alle 12 messa col padre provinciale Matteo Siro; alle 13 padre Gugliemo saluterà i gruppi di preghiera; alle 17 la reliquia sarà trasferita a San Cetteo dove alle 18.30 sarà celebrata la messa solenne di monsignor Valentinetti. E stasera l’avvocato pescarese Domenico Colletti donerà alla comunità di Montemiletto (Avellino) il pettine appartenuto a padre Pio e regalato al padre Giovanni nel 1953 alla presenza del progettista della Casa Sollievo, Angelo Lupi, accusato di reati ma poi assolto.
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