Il porta a porta slitta a ottobre, inizia la consegna del materiale

Stanno partendo le lettere di Ambiente alle 32mila utenze coinvolte, poi la distribuzione dei mastelli L’assessore Del Trecco: l’obiettivo è far pagare a ognuno quanto conferisce, senza aumentare la Tari
PESCARA. I nuovi mezzi per la raccolta dei rifiuti sono arrivati nei magazzini di Ambiente spa e sono pronti per l’uso. Le lettere e le brochure da inviare ai cittadini e alle attività con tutte le indicazioni operative partiranno la prossima settimana poi, una volta consegnati buste e mastelli a tutti (la distribuzione avverrà in 5 punti della città indicati nella lettera), si partirà con la raccolta porta a porta, prima a Porta Nuova e poi in centro. Il via slitta da metà settembre al 2 ottobre, e le utenze coinvolte sono 26mila domestiche e 6.000 non domestiche. Con questo ulteriore passaggio, che il sindaco Carlo Masci definisce «la rivoluzione finale» per coprire tutta la città, «si passerà dal 48,5% al 65% di raccolta differenziata».
Di fronte ai trenta mezzi appena acquistati da Ambiente Spa, che si aggiungono ai 150 già disponibili, il sindaco e l’assessore Isabella Del Trecco, con il presidente della spa Ricardo Chiavaroli e il rappresentante del Cda Valeria Toppetti annunciano le prossime tappe, insieme al direttore amministrativo Massimo Del Bianco e al direttore operativo Mauro Di Lanzo.
Con l’attivazione del porta a porta i cassonetti spariranno dalle strade. Le famiglie riceveranno il ki per la raccolta composto da buste gialle per raccogliere plastica e lattine, buste grigie per il secco residuo, buste di carta per la carta e buste bianche per l’umido, da infilare nel mastello blu (che ha all’interno un contenitore più piccolo). A parte l’umido, gli altri rifiuti andranno inseriti solo nelle buste, per evitare di scendere in strada e poi risalire a casa i mastelli. In tal modo si evita anche di vedere distese di mastelli abbandonati in strada. In alcuni tratti, però, nella zona centrale, l’umido andrà conferito nelle apposite campane. Per il vetro, invece, saranno disponibili le campane (da aprire con la scheda elettronica). Le utenze non domestiche, invece, riceveranno dei cassonetti, da tenere all’interno (ad esempio i bar).
«Oggi», commenta Masci, «il progetto del porta a porta di cui si parla da anni vede la sua conclusione. Non è stato un percorso facile perché Pescara, pur avendo un territorio piccolo, ha 3.500 abitanti ogni chilometro quadrato e se gli abitanti sono 120mila le presenze quotidiane sono 300mila . È una sfida incredibile ma è anche la declinazione della transizione ambientale di cui parliamo sempre. All’inizio non tutto funzionerà perfettamente, i cittadini si dovranno abituare, ma non abbiamo paura. Siamo aperti alle segnalazioni, anzi ci auguriamo che anziché denunciare i gesti incivili su Facebook i cittadini le segnalino a noi o ad Ambiente», conclude Masci ringraziando il personale che si occupa della pulizia di Pescara. «Quando partirà il porta a porta in queste zone ci potranno essere degli aspetti da migliorare ma da parte nostra c’è la massima disponibilità», dice Del Trecco. «L’obiettivo finale è di far pagare a ognuno quanto conferisce, senza aumentare la Tari». Proprio per questo da Chiavaroli parte un appello ai cittadini. «Per avere Pescara pulita serve la collaborazione di tutti. Il personale (Ambiente conta 300 addetti) è pronto e formato anche ad usare i nuovi mezzi, che sono stati acquistati proprio per completare il servizio del porta a porta, e sono orgoglioso della collaborazione del personale: se la città è pulita lo dobbiamo a loro. Da parte nostra ci saranno anche dei servizi di controllo e ispettivi. Con i mezzi appena acquistati andremo a dismetterne alcuni vecchi».
Un dettaglio: sulle buste dove gettare i rifiuti c’è un codice, attribuito al singolo utente, per capire chi sbaglia a differenziare. «Non serve a sanzionare ma a sensibilizzare l’utenza in caso di errore, che sarà segnalato al cittadino», sottolinea Toppetti, «e l’obiettivo finale è la tariffa puntuale, il che vuol dire che paga di più chi sporca di più. Da questo punto di vista il codice servirà, in futuro, per sapere quanto conferisce ogni famiglia».

