Il prefetto di Pescara: è una sfida, dobbiamo vincerla

9 Ottobre 2020

Di Vincenzo: «Controlli attenti ed equilibrati delle forze dell’ordine, ho chiesto ai sindaci di attivare le polizie locali»

PESCARA. Dal prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, arriva un appello al senso di responsabilità. Un messaggio «trasversale, universale», che riguarda tutti e deve raggiungere tutti, affinché l'ultimo decreto legge per la lotta al coronavirus, relativo all’uso delle mascherine, venga rispettato. Qui il “terreno” sembra favorevole perché, dice Di Vincenzo, «a Pescara siamo stati molto sensibili e le forze dell’ordine, che ringrazio, hanno eseguito dei controlli molto attenti». I servizi sono cominciati nei mesi scorsi e sono stati eseguiti nelle zone della movida anche nello scorso fine settimana per accertare il rispetto delle disposizioni anti-Covid, dall’uso delle mascherine al distanziamento, elevando delle sanzioni a locali e clienti. «E quindi», fa notare Di Vincenzo, «a Pescara c’è stata una sensibilizzazione prima ancora che a livello nazionale», e una conferma è l’ordinanza che il sindaco Carlo Masci ha adottato sabato sull’obbligo di indossare la mascherina davanti alle scuole, al momento dell’ingresso e dell’uscita degli alunni. Ieri, per coinvolgere tutto il territorio di sua competenza, il prefetto ha interessato i sindaci della provincia e le forze di polizia, trasmettendo il testo del decreto legge, e ha invitato i primi cittadini a «sensibilizzare le polizie locali sull'attività di controllo». «Ma il tema principale», sottolinea il prefetto, «è quello della responsabilità dei comportamenti individuali perché l’attività di controllo e sanzionatoria è una fase successiva».
Pensa che si possa dare un’indicazione sui comportamenti da tenere?
«Credo che i cittadini italiani e pescaresi siano molto più maturi di quello che pensiamo e sanno bene cosa si può fare e cosa non si può fare. Dobbiamo essere consapevoli che è richiesta un’alta responsabilità».
Dopo il lockdown e la fase due, le nuove restrizioni possono far pensare a un ritorno al passato. Che fase è questa?
«Al di là dagli aspetti tecnici, si può dire che rispetto alle fasi precedenti, ora abbiamo una maggiore conoscenza e sappiamo tutti come ci dobbiamo comportare, dalle mascherine da indossare alle distanze da mantenere e altro ancora. E questo patrimonio di informazioni è il valore aggiunto su cui possiamo costruire il nostro senso di responsabilità».
Nel corso dei controlli si è cercato di sensibilizzare chi esce la sera, per cui i servizi che ha sollecitato hanno anche questa finalità?
«Noi dobbiamo informare e responsabilizzare, puntando sui comportamenti individuali. Laddove la responsabilizzazione viene meno, interveniamo con le sanzioni. E le forze dell’ordine sono molto equilibrate in questo».
Girando in città sembra, per molti versi, di essere tornati al periodo pre-Covid, cioè tutto sembra pressoché normale. Lei che situazione registra in provincia?
«Lo scorso fine settimana, non vivendo chiuso nel palazzo ma muovendomi sul territorio, ho visto molte più mascherine rispetto al passato. Su questo argomento ho chiesto ai sindaci di attivare le polizie locali e fino a oggi ritengo che la popolazione sia stata sensibilizzata in maniera adeguata dagli amministratori».
Il Covid è un nemico invisibile, di cosa si deve avere più paura?
«Bisogna aver paura della irresponsabilità. Se siamo irresponsabili dobbiamo temere per la nostra salute, e invece bisogna attenersi alle indicazioni dei tecnici e degli esperti».
Qual è il suo messaggio?
«Abbiamo di fronte una sfida con la quale ci dobbiamo confrontare e dobbiamo dimostrare di essere maturi. È una sfida al senso di maturità della comunità. Ma, del resto, abbiamo già ricevuto apprezzamenti dagli altri Paesi su come ci stiamo comportando».
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