Il prefetto ordina più controlli in città

3 Agosto 2022

Di Vincenzo incontra procuratore, forze dell’ordine e sindaco. La Lega: lo Stato sia più presente. Il Pd: subito un consiglio

PESCARA. Dopo l’agguato al Bar del parco, avvenuto sotto gli occhi di giovani e bambini che hanno assistito a una scena di violenza inaudita, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo chiede più controlli in città da parte delle forze dell’ordine. Ieri, a poche ore dal fatto di sangue che ha scosso la città, il prefetto ha riunito il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, incontrando i rappresentanti delle forze dell’ordine e il procuratore Giuseppe Bellelli, che due sere fa ha raggiunto personalmente il bar dove è stato ucciso a colpi di pistola Walter Albi, ed è stato ferito in maniera gravissima l’uomo che era con lui, Luca Cavallito, ricoverato in ospedale.
Alla riunione hanno partecipato il questore Luigi Liguori, il comandante provinciale dei carabinieri Riccardo Barbera, i rappresentanti della Guardia di Finanza e, per il Comune, il sindaco Carlo Masci e l’assessore Adelchi Sulpizio. In un momento in cui la città si sente più vulnerabile, dal punto di vista della sicurezza, l’indicazione partita dal prefetto è stata quella di rafforzare i controlli: una risposta decisa dopo l’agguato a mano armata che ha lasciato senza parole non solo il quartiere ma tutta la città specie per le modalità seguite dal killer tipiche di un’esecuzione.
Intanto continuano le prese di posizione politiche e le richieste di intervento. «Chiediamo allo Stato una presenza maggiore e uno studio investigativo dei fenomeni di criminalità che interessano il nostro territorio perché, nonostante gli sforzi, evidentemente le presenze sul campo non bastano», ha detto Vincenzo D’Incecco, capogruppo della Lega in Comune, facendosi portavoce dell’intero gruppo consiliare. «Sebbene il Comune non possa intervenire sulle attività investigative, ci preme ricordare che Pescara è una delle città più videosorvegliate d’Italia, basti pensare che proprio in questi giorni sono state installate altre 21 telecamere e speriamo che anche grazie al supporto della tecnologia gli investigatori possano assicurare alla giustizia l'esecutore di questo assassinio crudele e violento», ha proseguito D’Incecco esprimendo preoccupazione per il fatto che «l’efferato omicidio ha il sapore di una resa di conti della criminalità organizzata». E poi ancora ha espresso «il cordoglio del gruppo consiliare alla famiglia della vittima che si è vista strappare un proprio caro con una crudeltà inimmaginabile. Auspichiamo che l'uomo ferito gravemente possa lottare con tutte le sue forze per superare questo momento», ha aggiunto.
Dal centrosinistra rinfocolano la polemica contro la maggioranza i consiglieri comunali Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli, che chiedono una seduta del consiglio comunale ad hoc. «Oggi il sindaco chiede rinforzi per le forze dell’ordine, ma nel 2019 in consiglio comunale è stata respinta la nostra richiesta di sollecitare il ministero dell’Interno proprio per inviare più personale e mezzi per le forze di polizia. La richiesta fu respinta perché il centrodestra non voleva mettere in difficoltà l’allora ministro dell’interno Matteo Salvini. Fu un errore. Ora è giunto il momento di una seduta straordinaria del consiglio comunale sulla sicurezza in città: i pescaresi sono spaventati e la paura può degenerare». La richiesta formale della seduta è già pronta e dovrebbe avvenire «alla presenza delle più alte rappresentanze delle forze dell’ordine e del prefetto, anche per capire le misure messe finora in campo, come il funzionamento delle telecamere e la mancata replica del turno notturno della polizia municipale. È il momento di dire cosa si è fatto, non di cosa si vorrà fare». (f.bu.)