Il Premio Maiella guarda ai giovani: «Un dialogo per tutelare l’ambiente»

ABBATEGGIO. A conclusione della 26ª edizione del Premio Maiella il presidente, Antonio Di Marco, guarda al futuro e alla possibilità di coinvolgere i giovani in un tema che oggi più che mai è al...
ABBATEGGIO. A conclusione della 26ª edizione del Premio Maiella il presidente, Antonio Di Marco, guarda al futuro e alla possibilità di coinvolgere i giovani in un tema che oggi più che mai è al centro di un dibattito socio-politico: la questione ambientale.
Avviare una collaborazione con i dirigenti scolastici e inserire una giuria popolare, il cui giudizio verrà raccolto e sommato a quella della giuria professionale, sono i due principali obiettivi della squadra che supporta l’organizzazione e la crescita del Premio Maiella.
L’intento è quello di portare i vincitori delle tre sezioni (narrativa, saggistica e poesia) nelle scuole e instaurare così un dialogo con gli studenti sull’importanza dell’ambiente e della letteratura come mezzo in grado, non solo di affrontare, ma anche di individuare elementi che possano incentivare lo sviluppo dell’ecosistema.
Come ricorda Antonio Di Marco «Il Premio Maiella è gestito da volontari e nasce con l’intento di accrescere le capacità critiche dei cittadini sulla tutela dell’ambiente. Grazie a un’organizzazione puntuale e a una giuria di primo livello abbiamo superato i confini regionali permettendo così a tutto il mondo di conoscere l’Abruzzo». E così la 26esima edizione, terminata il 15 luglio nel borgo di Abbateggio, ha assunto un rilievo internazionale grazie all’economista, matematico e teologo gesuita francese Gaël Giraud vincitore nella sezione di Saggistica edita con «La rivoluzione dolce della transizione ecologica» insieme allo scrittore siciliano Mattia Corrente per il romanzo «La fuga di Anna» nella Narrativa edita e alla poetessa Rosa Gallitelli con «Selva creatura leggera» nella sezione di Poesia edita.
Giraud si basa sulla tesi che l’ostacolo più importante dello sviluppo ecologico è il sistema bancario e i suoi eccessivi investimenti nelle energie fossili finendo così per rappresentare la «mission del Premio Maiella in quanto, per essere presente alla cerimonia di premiazione, si è fatto Washington-Parigi e da Parigi fino a noi donandoci così, con il suo intervento, il momento più bello della premiazione», afferma Antonio Di Marco registrando un bilancio più che positivo dell’ultima edizione accompagnato dall’intento di ampliare ulteriormente gli orizzonti del Premio Maiella.
«Dopo venticinque anni di impegno a promuovere la cultura come strumento per conoscere e parlare dell’ambiente», fa presente Di Marco, «il ventiseiesimo anno si è presentato come una riconferma della scelta iniziale e come un nuovo punto di inizio. L’intento che muove la nostra libera e volontaria attività è quello di incoraggiare una comunicazione diversa rispetto alle problematiche ambientali e rispetto alla salvaguardia e conservazione del nostro amato territorio italiano e abruzzese».
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