Il presidente dei farmacisti: «Noi senza vaccini fino a novembre»

30 Settembre 2020

Zenobii lancia l’allarme: «Tantissime richieste anche dai più giovani, rischiamo di restare sprovvisti» L’appello ai cittadini: «Responsabilità, mascherina, distanziamento e pazienza per l'arrivo delle dosi»

PESCARA. Vaccino contro l'influenza: la campagna di distribuzione parte ufficialmente domani, 1° ottobre, come annunciato nei giorni scorsi dalla Asl di Pescara. Sarà una campagna vaccinale che procederà a tappe forzate. Perché al momento non ci sono dosi sufficienti per soddisfare le moltiplicate esigenze dei cittadini, spaventati dal coronavirus, e i farmacisti rischiano di rimanere del tutto a secco o almeno sprovvisti di forniture fino a novembre.
E' l'allarme lanciato dal presidente di Federfarma Pescara, Fabrizio Zenobii, che chiede un impegno più forte alle istituzioni governative per il reperimento delle scorte a livello locale e nazionale per raggiungere una copertura ottimale che dovrebbe toccare quota 95% (in Abruzzo attualmente oscilla tra 60 e 75%), secondo le indicazioni ministeriali.
Con la stagione invernale alle porte e con i sintomi dell'influenza che si accavallano a quelli del Covid, è palpabile la preoccupazione dei farmacisti che stanno ricevendo centinaia di richieste da parte dei cittadini ma non possono effettuare le prenotazioni dei vaccini proprio perché, a causa della scarsità dei rifornimenti, rischierebbero di non soddisfare la domanda dell'utenza.
Le multinazionali solitamente producono i vaccini tra febbraio e maggio, date quest'anno ricadute in pieno lockdown che forse ha arrestato o rallentato la filiera. I vaccini, come specifica il ministero della Salute, sono ottenuti in uova embrionate di pollo e su colture cellulari. I ceppi sono isolati a Hong Kong, Washington, Phuket,Hawaii.
Dottor Zenobii, che cosa sta accadendo?
«Di positivo c'è che la gente ha colto l'importanza della vaccinazione e della prevenzione nel corso di questa emergenza sanitaria che nessuno si aspettava. Ma la realtà ci dice che, al momento, noi farmacisti non abbiamo possibilità di approvvigionamento di dosi sufficienti di vaccino. I rifornimenti dell'azienda sanitaria sono destinati prima di tutto ai medici di base e noi rischiamo di rimanere completamente sprovvisti di dosi, o almeno non ne avremo prima di novembre. La richiesta di vaccini a livello mondiale è triplicata con l'emergenza, in Italia solo la Protezione civile ha richiesto un milione e mezzo di dosi, ma ne servono altri milioni per soddisfare le sopravvenute esigenze dell'utenza».
Asl e farmacie hanno gli stessi canali di distribuzione?
«I distributori del prodotto sono le stesse multinazionali farmaceutiche che producono i vaccini e che servono le Asl, ma i nostri canali di rifornimento sono i depositi nazionali a Roma, Matera, San Benedetto, ma anche a Teramo e uno anche a Pescara, in via Raiale».
Quando arriveranno i vaccini, come informerete gli utenti?
«Intanto, non pensiamo che arrivino prima di novembre, considerata la forte carenza che registriamo. Per tale ragione, abbiamo chiesto al governo un impegno importante perché, se riscoppia l'epidemia, rischiamo di nuovo la chiusura. Comunque, esporremo dei cartelli fuori delle attività. Lo scorso anno, di questi tempi potevamo già prendere le prenotazioni, le prime 20-30 dosi erano già assicurate. A oggi si è alzata la richiesta dei vaccini, molti clienti sono giovani».
Che cosa non ha funzionato?
«E' il sistema che non funziona. L'autonomia regionale non funziona, ma le responsabilità vanno ricondotte a livelli più alti. Sarebbero auspicabili le gare nazionali per permettere la distribuzione in tutte le regioni e nei tempi giusti. L'approvvigionamento andava fatto prima».
In che cosa consistono le dosi di vaccino vendute in farmacia?
«Sono delle siringhette già pronte con quantitativi definiti, 0,5 ml, di una particella della superficie cellulare che va a stimolare la produzione degli anticorpi. Saranno vaccini trivalenti per i più anziani e quadrivalenti per gli altri».
Quanto costano al pubblico i dispositivi?
«Lo scorso anno 8, 40 euro ogni siringhetta, ma noi in Italia abbiamo i prezzi più bassi. All'estero il prezzo sale anche del doppio».
L'appello alla clientela?
«Responsabilità, mascherina, distanziamento e pazienza per l'arrivo dei vaccini».
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