Il processo riparte in Appello Due udienze in due giorni

Dopo la raffica di assoluzioni a Chieti, il 19 dicembre inizia l’appello all’Aquila Conto alla rovescia per la requisitoria della procura generale. Sedute blindate
PESCARA
D. ue udienze in due giorni. Ripartirà il prossimo 19 dicembre e proseguirà anche il giorno dopo il processo sulla mega discarica di Bussi. Dopo le 19 assoluzioni del primo grado davanti alla Corte d’Assise di Chieti, il processo si svolgerà in Corte d’Assise d’appello all’Aquila. Sarà un processo lampo, rispetto all’odissea del primo grado: la prima udienza sarà dedicata alla costituzione delle parti e nella seconda dovrebbe cominciare la requisitoria della procura generale. Poi, nelle successive udienze, toccherà alle parti civili (tra le quali ministero dell’Ambiente, presidenza del Consiglio dei ministri, Regione Abruzzo, commissario per l’Aterno-Pescara) e poi alle difese dei 18 imputati (per uno degli imputati in primo grado non è stato proposto appello).
Non sarà un processo pubblico: le udienze saranno svolte sempre in camera di consiglio come è accaduto a Chieti. Gli imputati avevano scelto, infatti, il rito abbreviato. Si ripartirà dalla decisione del 19 dicembre 2014 del giudice di Chieti Camillo Romandini, sul quale pende ancora un procedimento disciplinare del Csm per le dichiarazioni sul caso durante una cena in pizzeria alla vigilia della sentenza. In primo grado gli imputati sono stati assolti dal reato di avvelenamento delle acque perché «il fatto non sussiste»; la sentenza, poi, ha derubricato il reato di disastro doloso in colposo e, conseguentemente, la prescrizione ha fatto decadere le imputazioni con la formula del «non doversi procedere». Contro la sentenza, la procura di Pescara, che con i pm Anna Rita Mantini e Giuseppe Bellelli (oggi procuratore capo a Sulmona) ha indagato sui rifiuti tossici, ha scelto di ricorrere in Cassazione. Il procuratore generale ha chiesto l’annullamento della sentenza e il rinvio alla Corte d’Assise di Chieti ma la Cassazione, il 18 marzo scorso, ha convertito il ricorso in appello e, quindi, ha trasmesso gli atti all’Aquila.
Quello di Bussi è un caso giudiziario che riporta al 2007, anno di partenza delle indagini con la scoperta della discarica Tre Monti. «Il processo, e prima ancora le indagini, hanno sofferto di una lunga protrazione», conferma la relazione della commissione d’inchiesta parlamentare sul Ciclo dei rifiuti: tra il primo rinvio a giudizio del 2011 e la prima udienza sono passati quasi tre anni. Tanta attesa ma, in primo grado, così la relazione commenta le assoluzioni, «le aspettative sull’affermazione giudiziaria di una responsabilità che provocasse riflessi sulla gestione del sito sono tuttavia rimaste senza esito». (p.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

