Il procuratore capo di Milano non fa sconti «Sulla vigilanza bancaria c’è scaricabarile»

19 Ottobre 2017

Nei controlli sulle banche c'è stato"una sorta di scaricabarile". A puntare l’indice sule lacune della vigilanza bancaria è stato ilprocuratore capo di Milano Francesco Greco. Ascoltato dalla...

Nei controlli sulle banche c'è stato
"una sorta di scaricabarile". A puntare l’indice sule lacune della vigilanza bancaria è stato il
procuratore capo di Milano Francesco Greco.
Ascoltato dalla commissione bicamerale di inchiesta sulle banche Greco ha messo in evidenza la complicazione del sistema dei controlli: "Della riforma delle autorità di vigilanza si parla da molto tempo, è difficile districarsi: bisogna decidere chi deve fare certe cose e chi no, perché c'è anche un accavallamento con la
Bce, Il sistema non è chiaro, per districarsi tra le autorità di vigilanza tra poco ci vuole un Tom Tom".
Greco ha messo nel mirino anche le norme penali sui reati bancari: «Il quadro normativo penale - ha sostenuto - è
insufficiente, s'impone la realizzazione di un codice bancario
adeguato". Greco ha spiegato che in questa situazione di incertezza e confusione normativa spesso ci si è trovati a fare
"acrobazie giudiziarie". Per Greco il sistema bancario "ha
bisogno di regole precise, sia amministrative sia penali",
bisogna anche "evitare un accavallamento" delle
competenze.
Il procuratore capo di Milano ha consigliato di non perdere tempo quando ci si trova di fronte a un reato che coinvolge le banche:
"Quando c'è un reato penale è bene avvisare subito la Procura della Repubblica: se non lo indichi tu ma lo scopro io, come è successo tante volte, è ancora peggio", si possono creare "danni ancora più grossi. Bisogna avere la capacità di bilanciare un
atteggiamento prudente con le necessità di fare chiarezza". Per
Greco "spesso c'è stato un approccio prudente", giustificato dal
fatto di volere "evitare danni sistemici".