Il professor Panzone torna in libertà
PESCARA. E’ caduto anche l’obbligo di dimora per il professore di Tecnica bancaria della facoltà di Scienze manageriali Luigi Panzone che, quindi, è tornato in libertà. Il tribunale del Riesame ha...
PESCARA. E’ caduto anche l’obbligo di dimora per il professore di Tecnica bancaria della facoltà di Scienze manageriali Luigi Panzone che, quindi, è tornato in libertà. Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso degli avvocati Federico Squartecchia e Giovanni Cerella facendo cadere anche la misura più blanda che era rimasta ancora in piedi.
Panzone è finito nell’inchiesta sui presunti esami comprati all’università con le accuse di concussione e falso. Nell’inchiesta, le cui indagini sono state condotte dalla Digos di Leila Di Giulio coordinata dal pm Valentina D’Agostino, sono indagati anche il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi e l’imprenditore foggiano Michele D’Alba, i due studenti lavoratori accusati di aver ricevuto agevolazioni nel superato degli esami. Inoltre, nel fascicolo, è finito anche il professore di Lingua Inglese Nicola De Marco accusato solo di falso e tornato da tempo all’università.
Secondo l’accusa il professor Panzone, in difficoltà economiche, avrebbe agevolato lo svolgimento degli esami universitari di Riccardi e di D’Alba. In particolare, recita il capo di imputazione, «il professor Panzone in violazione dei doveri di imparzialità e trasparenza connessi al pubblico ufficio ricoperto avrebbe accettato da Riccardi la promessa al pagamento di 50 mila euro per far ottenere a Riccardi il superamento degli esami, segnalandolo a compiacenti docenti universitari». Sempre per la procura il professor Panzone avrebbe «ricevuto dall’imprenditore D’Alba la somma di 13 mila euro».
Quando Panzone è stato interrogato ha rigettato tutte le accuse, come hanno fatto anche gli altri, e si è difeso dicendo che gli esami si sarebbero svolti in maniera regolare e corretta. Il professore non è più all’obbligo di dimora ma è tornato in libertà. (p. au.)
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