Il questore si commuove: lascio una città più sicura

27 Maggio 2016

Passamonti annuncia che andrà in pensione alla fine di quest’anno «Nei primi quattro mesi del 2016 ben 900 reati in meno rispetto al 2015»

PESCARA. Il questore di Pescara, Paolo Passamonti, lascia. Il primo gennaio 2017 andrà in pensione, chiudendo la sua carriera in polizia. E lo farà portando via un bagaglio ricco di ricordi e una certa soddisfazione, quella che arriva dalle statistiche. I dati dei reati commessi parlano, infatti, di una situazione che va migliorando sempre più e questo accresce l'orgoglio di Passamonti, fiero di essere stato «il secondo questore abruzzese della città», nominato da Manganelli nel 2010.

L'annuncio dell'addio è arrivato ieri, nel corso della celebrazione del 164esimo anniversario della fondazione della polizia, la 44esima festa vissuta da Passamonti da quando ha indossato la divisa.

E ha colto l'occasione per un commiato ufficiale, parlando con la voce rotta dalla commozione agli uomini che hanno lavorato con lui in questi anni e ai rappresentanti delle istituzioni e delle altre forze dell'ordine.

Immancabile il bilancio dell'attività svolta nei primi mesi dell'anno che raccontano di un calo di reati (tra gennaio e aprile 2016, rispetto al periodo gennaio-aprile 2015) del 16,61% in provincia (si è passati da 5.375 a 4.482 reati) e del 13,59% in città (da 3.282 reati a 2.836). Il segno meno accompagna i furti, che nei primi mesi del 2016 sono stati 2307 in provincia (il 16% in meno) e 1454 nella sola Pescara (il 14% in meno) e in particolare i colpi nelle abitazioni è diminuito del 23%, in città (sono stati 123). I negozi sono stati presi più di mira, al punto che i colpi nelle attività commerciali sono cresciuti del 64% in città e del 32% nell'intera provincia (dove i furti sono stati 181 e 280).

C'è stato un calo anche per le rapine, che sono state 46 in tutta la provincia (-23%) e 31 in città (- 32%). Per raggiungere questi obiettivi l'attività di controllo del territorio è stata «continua e capillare», tanti interventi sono stati «chiesti dai cittadini, che hanno accresciuto la percezione di sicurezza», e sono stati «significativi» anche i risultati ottenuti nel «contenimento dei fenomeni che incidono sull'ordine e la sicurezza pubblica». Sono state tenute sotto controllo le zone più a rischio, si è lavorato per contrastare lo spaccio di droga e la prostituzione (740 le multe) e la polizia è intervenuta a circa 500 manifestazioni di protesta. Il livello di attenzione si è alzato dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles e sono aumentate le misure di sicurezza con misure "straordinarie" di controllo del territorio, posti di blocco e monitoraggio degli ambienti a rischio» sul fronte del terrorismo (i servizi sono stati 187). E' stato «forte, costante e attento» l'impegno per seguire la tifoseria, in occasione degli incontri di calcio, e il "calo" nella condotta dei biancazzurri ha portato a 40 provvedimenti di Daspo e 20 denunce.

Ma, tirando le somme, quest'ultimo periodo ha dato soddisfazioni e, se il 2016 proseguirà con lo stesso trend, sarà come tornare ai livelli di molti anni fa, con circa 13mila reati, e «per una provincia con 310mila abitanti è un dato positivo».

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