Il ragazzino sta bene Trovato in strada dal papà dopo 4 giorni

13 Novembre 2015

Alessandro, 14 anni, rintracciato mentre vaga lungo via Vestina «Ha capito di aver sbagliato, ma voglio sapere perché l’ha fatto»

PESCARA. È stato rintracciato, sta bene ed è tornato a casa. Nei prossimi giorni, poi, tornerà anche a scuola. Si è concluso nel migliore dei modi l'allontanamento dalla sua famiglia di Alessandro Sessa, il 14enne di Montesilvano che lunedì mattina non è andato a scuola, alla Delfico, dove frequenta la terza media, e ha fatto perdere le tracce staccando il cellulare.

Il papà Salvatore lo ha cercato senza sosta giorno e notte non solo a Montesilvano ma anche a Pescara e Silvi, senza risultato. E così mercoledì ha formalizzato la denuncia di scomparsa ai carabinieri di Montesilvano, considerato che da tre giorni non aveva più notizie del figlio. Ieri mattina, poi, girando con l’auto, lo ha avvistato lui stesso nei pressi dell'Unicentro di Montesilvano, nella zona di via Vestina.

«Era in strada e sta bene», racconta il padre alla fine di un incubo. «Non parlava, l'ho portato dai carabinieri e sembra dispiaciuto per quello che è successo. Ha capito di aver sbagliato, cioè di averci fatto preoccupare davvero tanto, al punto che abbiamo creato una pagina su Facebook per lanciare l'allarme e chiedere l'aiuto di tutti. Ci siamo anche rivolti ai carabinieri, per promuovere le ricerche di nostro figlio».

Se Alessandro è andato via è perché ha problemi a scuola. Dall'inizio dell'anno ha accumulato 31 giorni di assenza su 42 di lezione ma a casa non lo sapeva nessuno: non immaginavano che la situazione fosse così grave e pensavano a qualche lezione saltata, ma niente di più. Il 4 novembre il problema è emerso, in casa Sessa, perché la scuola si è messa in contatto con la famiglia del ragazzino e ha convocato il padre che lunedì ha incontrato un insegnante e il preside e ha saputo che Alessandro ha marinato le lezioni collezionando un mese di assenze.

Sapendo del colloquio della scuola con il padre e temendo che le conseguenze della scoperta dei “filoni” sarebbero state spiacevoli, il 14enne ha deciso di non tornare a casa e di rendersi irreperibile. Da lunedì fino a ieri mattina non si sapeva dove fosse, anche se il papà immagina che qualcuno lo abbia aiutato, in questa fuga, quanto meno per mangiare e dormire. «Un po’ alla volta scoprirò cosa è accaduto in questi giorni», dice Salvatore Sessa dopo aver portato Alessandro a casa. «Per fortuna si è concluso tutto bene e questa situazione si è risolta ma ho temuto che accadesse il peggio e proprio per questo mi sono rivolto ai carabinieri e ho realizzato la pagina su Facebook per chiedere aiuto a chiunque lo vedesse. Al mondo d'oggi dobbiamo stare attenti noi adulti, figuriamoci loro, che sono dei ragazzini. Ma lui è uno sveglio, in genere mi fa parlare solo una volta e ubbidisce. Mi avrebbe potuto dire dei problemi a scuola, anziché fuggire. E anche la scuola avrebbe potuto contattarmi prima», prosegue il genirore.

Questo aspetto della vicenda proprio non va già a Sessa, pur riconoscendo che Alessandro ha sbagliato. «Dalla Delfico mi hanno avvisato dopo aver contato 31 giorni di assenza e si sono giustificati dicendo che pensavano che il ragazzo fosse malato. Credo che una scuola, un preside, non debba arrivare a questo punto: si dovrebbe intervenire prima, non possono far passare tutto questo tempo. Se mi avessero avvisato prima sarei intervenuto, lo avrei accompagnato io stesso e sarei andato a riprenderlo ogni giorno».

Questa mattina Sessa intende affrontare il problema direttamente con il personale della Delfico e «poi lunedì rimanderò di nuovo Alessandro a scuola. Lui vuole andare, certo che vuole andare. Adesso devo capire perché è successo quello che è successo».

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