Il rifugio Fusco ricostruito in 24 ore con l’elicottero

16 Settembre 2019

Il Cai compie l’impresa grazie a un gruppo di appassionati della montagna Nel 1974 utilizzarono un mulo per costruirlo a ben 2.450 metri di altitudine

PENNAPEDIMONTE. Nel ’74 utilizzarono un mulo per costruirlo, oggi l’elicottero. Il bivacco Fusco, uno dei più alti d’Abruzzo, è stato smontato e ricostruito in 24 ore. Domenica prossima, sulla Maiella, ci sarà l’inaugurazione con la “benedizione”, il giorno prima, del presidente nazionale del Cai, Vincenzo Torti. Posto a 2.450 metri sul livello del mare, nell’anfiteatro delle Murelle, alle pendici del monte Focalone, il “Fusco” è una sicurezza per gli appassionati di montagna soprattutto quando le condizioni meteorologiche avverse sono un pericolo vitale. Costruito 35 anni fa, è intitolato a Carlo Fusco, primario anestesista all’ospedale di Chieti, alpinista e consigliere della sezione Cai di Chieti, prematuramente scomparso nel 1973. «Carlo», racconta Eugenio Di Marzio del Cai di Chieti, «individuò nel vallone delle Murelle un luogo dove fare arrampicate e, per agevolare la pratica, raccomandava di costruire un bivacco. Subito dopo la sua morte, ci fu una raccolta fondi e riuscimmo a racimolare 600mila lire e acquistammo la struttura a Padova. Insieme ai gruppi di Guardiagrele e Chieti, a dorso di mulo, portammo il materiale in quota e nel 1975 inaugurammo il bivacco. Il desiderio di Carlo era realizzato». Per accedere alla struttura è necessario seguire l'itinerario numero 1 della carta del Cai, deviando sulla sinistra poco dopo località Fontanino lungo l’itinerario “1b”. Il bivacco, incustodito e sempre aperto, è dotato di nove posti letto.
Oltre che dall’usura determinata dagli anni, la struttura aveva bisogno di una bonifica per la presenza di pannelli interni di cemento e amianto. Una prima operazione fu eseguita nel 2005, ma non è bastata.
«Oggi, la sezione Majella del Cai di Chieti», continua Di Marzio, «ha deciso di sostituire totalmente il bivacco, smantellando il vecchio e sostituendolo con uno nuovo. Ringraziamenti vanno alla sede centrale Cai (presidente generale Vincenzo Torti) al Parco nazionale della Majella (presidente Luciano Di Martino) ai muratori, al fabbro, operai, soci Cai, ditta Cericola (che ha rimosso l’amianto). E a Marcello Borrone, presidente commissione rifugi centro-sud e isole per l’apporto tecnico e burocratico. Non è facile realizzare un’opera in quota se non c’è una coralità».
La sezione Cai Majella di Chieti, fondata nel 1872, è tra le più antiche d'Italia. Nella sua storia ha avuto ed ha tra i più forti alpinisti del centro Italia e vanta la partecipazioni a diverse spedizioni extraeuropee. Il nuovo bivacco è costato 15mila euro (una spesa quasi a totale carico della sezione Cai di Chieti); per portare in quota il materiale, questa volta, un elicottero dell’Eliabruzzo ha sostituito il dorso dei muli.
Il sentiero per arrivare al bivacco Fusco è di una bellezza mozzafiato: si cammina sui crinali montuosi ammirando la Maiella e le valli che si aprono sui fianchi. Più oltre ci sono le vette che fanno quasi da ventaglio al monte Amaro che, con i suoi 2.983 metri, è la seconda vetta più alta degli Appennini dopo il Gran Sasso. Dopo i lavori il bivacco sarà ripartito in modo diverso e sarà sempre aperto. Restano le solite raccomandazioni: chiudere sempre la porta e tutte le finestre prima di andare via, non lasciare nulla all'interno del bivacco e nella sua prossimità, lasciare il bivacco il più pulito possibile. In programma c'è l'idea di mettere, sul tetto, dei pannelli solari così da dare la possibilità di ricaricare i cellulari.
Domenica prossima ci sarà l'inaugurazione alla quale parteciperà, tra gli altri, anche il presidente del Cai Abruzzo, Gaetano Falcone.