Il rogo di 49 anni fa e la rinascita del parco

Il ricordo del consigliere Foschi: «Era il 28 agosto del ’72, ci precipitammo in strada con scope e pale»
PESCARA. «Era il 28 agosto 1972. Anche quel giorno c’era libeccio ed era caldissimo. Intorno alle 9 di mattina partì un incendio nella zona del laghetto all'interno della pineta. Tantissimi alberi vennero distrutti».
È questo il ricordo che domenica, alla vista delle fiamme che divoravano 12 ettari della pineta dannunziana, è tornato alla mente di Armando Foschi, attuale consigliere comunale e storico residente di via Scarfoglio, alla Pineta. Un’immagine, di quel lunedì di 49 anni fa, tornata prepotente e nitida con tutti i dettagli che si sono ripetuti due giorni fa. «Ero un giovane poco più che ventenne», ricorda Foschi. «Da pinetino, come ho fatto ieri, sono subito sceso per aiutare a spegnere l’incendio. All’epoca c’erano solo le autobotti dei vigili del fuoco. Non erano disponibili altri mezzi come i canadair o gli elicotteri e quindi ci fu soltanto un grande lavoro della forestale. Intorno alle 14 il grosso dell’incendio venne spento e rimasero tanti piccoli focolai che fumarono per un paio di giorni. Ma la cosa drammatica, che è successa anche domenica, è che sui pini si formarono degli agglomerati di aghi che prendevano subito fuoco. E così anche domenica: vengono trasportati dal vento e diventano delle vere e proprie palle di fuoco catapultate nelle aree private. In quella occasione finirono nei giardini e andarono in fiamme panni stesi, alberi, siepi».
Anche nel 1972 furono tanti i cittadini scesi in strada per tentare di domare le fiamme. «Con le pale, oppure le scope di saggina», ricorda Foschi. «La stessa scena che si è ripetuta anche ora. All’epoca soprattutto i ragazzi si rimboccarono le maniche. Attaccarono la manichetta dell’istituto delle suore a un idrante. Riempirono i secchi all’entrata della riserva dannunziana e a mano li gettarono sulle fiamme per aiutare i soccorsi a spegnere tutto. E domenica la scena si è ripetuta». Allora, 49 anni fa, dopo quell’incendio ci fu la rinascita della Pineta, di cui la città e gli amministratori si accorsero avviando tutti gli iter per la riqualificazione di quell’area verde che fino a quel momento era di privati. (m.pa.)

