Il romeno confessa e resta in carcere

L’uomo ha ammesso di aver accoltellato la compagna per gelosia: «Ma non la volevo uccidere»
PESCARA. Ha ammesso tutto Constantin Chirita, il romeno di 58 anni arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio, per aver accoltellato la compagna soccorsa dal 118 con il coltello di 22 centimetri, di quelli da tavola, ancora conficcato nella schiena. Una tragedia sfiorata di cui ieri l’uomo, arrestato dai carabinieri della compagnia di Pescara agli ordini del maggiore Claudio Scarponi, ha dato conto ieri mattina davanti al gip Elio Bongrazio, assistito dal suo difensore, l’avvocato Liborio Romito. E al giudice, che ha convalidato l’arresto disponendo il carcere per Chirita, l’uomo ha dato la sua versione dei fatti. Puntualizzando però un aspetto: non la volevo uccidere. In sostanza, stando a quello che ha raccontato il romeno senza fissa dimora, l’uomo e la 45enne sua connazionale avevano una relazione da due anni. La donna fa la badante a casa di un’anziana e la sera del primo maggio, intorno alle 21,30, lui stesso riferisce di essere andato da lei per portarle la spesa. E per cenare insieme a casa dell’anziana presso cui la 45enne lavorava. Una circostanza già avvenuta in passato, ma che la sera del primo maggio prende subito una brutta piega. I due iniziano a discutere, a litigare sempre più violentemente per motivi, come ha ripetuto l’uomo al gip, legati alla gelosia nei confronti della compagna. Ne segue un’escalation di urla e insulti che alla fine sfociano nella maniera peggiore possibile: l’uomo afferra il coltello sul tavolo, tra le posate per consumare la cena, e colpisce la donna per tre volte. Una alla mano e due alla schiena, mentre lei si gira per scappare. Quando viene ricoverata in ospedale, la donna ce l’ha ancora addosso quel coltello, conficcato nella spalla, ma fortunatamente la lama non arriva a lacerare il polmone. Se la caverà con 21 giorni di prognosi. (s.d.l.)
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