Il saggista Attali: l’Europa è sola, serve una politica estera comune
PESCARA. Cittadinanza europea, diritti fondamentali e pareggio di bilancio. Questi gli argomenti al centro di un convegno che si è svolto ieri, in un’affollata sala consiliare, organizzato dalla...
PESCARA. Cittadinanza europea, diritti fondamentali e pareggio di bilancio. Questi gli argomenti al centro di un convegno che si è svolto ieri, in un’affollata sala consiliare, organizzato dalla Fondazione Europa Prossima e dall’Officina del senatore Luciano D’Alfonso. Al tavolo dei relatori, oltre al senatore D'Alfonso e a Marco Presutti, presidente della Fondazione, Luciano D'Amico rettore emerito dell’Università di Teramo, Francesca Caroccia, dall’ateneo dell’Aquila, Massimiliano Balloriani, magistrato del Tar Pescara, e Oberdan Forlenza, consigliere di Stato. L’incontro, moderato da Augusta Consorti, prorettore dell’Università d’Annunzio, si è aperto con il videomessaggio di Jacques Attali, economista, saggista e storico che, pur non partecipando direttamente all’evento, ha parlato del concetto di cittadinanza positiva, «altruista secondo un interesse comune».
Attali ha lanciato un monito: «L’Europa è sola ed entro 20 anni è necessario costruire una politica estera comune, una visione militare europea e una cittadinanza europea, fondata su una visione strategica a protezione di tutto ciò che ci ha accomunato».
«Il legame comunitario», ha aggiunto Attali, «rappresenta una protezione delle nostre frontiere dai prodotti di pessima qualità; una difesa dell'ambiente e del clima; una protezione del nostro modo di vivere, attraverso il controllo e la regolamentazione di chi proviene da altri luoghi, pur sapendo che all’Europa conviene accogliere talenti. È il grande progetto europeo da costruire in termini di cittadinanza».
In questo processo, ruolo determinante hanno le città, nucleo originario «di tutte le comunità nazionali. Le città sono sempre state estremamente intelligenti, ma questo concetto va reinventato attraverso le città positive, che preparano il loro avvenire, in funzione dell’interesse delle generazioni future». Fuori programma il collegamento via Skype, a metà incontro, di Edward Luttwak, economista, politologo e saggista.(m.pa.)
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