IL SANTO NATALE RAPPRESENTA LA VERA GUIDA VERSO LA SALVEZZA

E in Oriente Origene poteva affermare: «Neppure il Padre è impassibile! Dio piange persino per Nabucodonosor!». Il Dio fedele nell’amore non abbandonerà mai nessuno dei suoi figli! Accanto alla...
E in Oriente Origene poteva affermare: «Neppure il Padre è impassibile! Dio piange persino per Nabucodonosor!». Il Dio fedele nell’amore non abbandonerà mai nessuno dei suoi figli! Accanto alla convinta confessione della fedeltà divina nell’amore, il cristiano riconosce l’infinita dignità di ogni essere umano: se il Figlio eterno si è fatto uno di noi, la nostra umanità è degna dell’amore più grande, perché il nostro dolore è stato fatto proprio dal Redentore dell’uomo. Gli umili barbaramente trucidati dall’aggressione russa in Ucraina sono persone per ognuna delle quali Cristo è morto: solo una follia cieca può uccidere innocenti, bombardare scuole e ospedali, permettere esecuzioni di massa in nome di un sogno di egemonia. Chi non riconosce più la sacralità dell’altro uomo, ha scelto la via della disumanità, che lo porterà a rovinare sé stesso, come innumerevoli esempi della storia dimostrano. Dove la barbarie uccide, è notte nella vicenda umana. Scrive uno dei grandi filosofi del secolo scorso, Martin Heidegger: «Il tempo della notte del mondo è il tempo della povertà che diviene sempre più povero». In questa povertà tragica è più che mai necessario ricordare la sacralità di ogni vita, la vocazione all’eterno che distingue l’uomo dalla materia bruta: «Nel tempo della notte del mondo il poeta canta il Sacro» (Sentieri interrotti, Firenze 1984, 247ss.). Il Natale dà voce a questo canto, che è denuncia e annuncio, promessa e sfida per chi accolga il Figlio venuto nella carne e nella sua luce riconosca e promuova la dignità di ogni essere umano. Infine, dalla coniugazione di questi due messaggi che la nascita del Dio Bambino porta con sé - la fedeltà divina e la dignità di ogni esistenza umana - scaturisce l’urgenza di tradurre la fede in Dio nel servizio all’uomo e l’amore che viene dall’alto nell’impegno per garantire, promuovere e difendere la vita di ogni essere umano, creato a immagine e somiglianza del Dio che è amore, e giungere alla soluzione dei conflitti attraverso una pace vera e giusta. Natale vuol dire, allora, sentirsi raggiunti da questo amore e sapere di doverlo vivere e manifestare in scelte eloquenti di prossimità verso i più deboli, di sollecitudine e di condivisione con gli altri, di prese di posizione chiare e forti a favore della pace nella giustizia e nella verità per tutti. Lungi dalla riduzione edulcorata del Natale alle emozioni che passano, l’avvento del Dio vivente fra noi chiede audacia, coraggio, passione e scelte umili e decise a favore dell’umanità di ogni uomo, per cui Cristo è morto ed è risorto alla vita. Denunciare la violenza dell’aggressore, impegnarsi nella solidarietà con l’aggredito, promuovere il dialogo per una pace giusta, pregare perché si giunga a questa pace: si fa riconoscere così oggi la via da percorrere per accogliere il Bambino che nasce per la nostra salvezza. Allora Natale sarà festa di vita piena per tutti!
Bruno Forte
Arcivescovo di Chieti-Vasto

