Il sindacato: tutelare i medici che restano in prima linea

26 Gennaio 2021

PESCARA. Si alza forte la voce dei medici italiani impegnati ormai da quasi un anno nella lotta al coronavirus. «Il loro ordine», dichiara il segretario nazionale della Ugl Sanità, Gianluca Giuliano,...

PESCARA. Si alza forte la voce dei medici italiani impegnati ormai da quasi un anno nella lotta al coronavirus. «Il loro ordine», dichiara il segretario nazionale della Ugl Sanità, Gianluca Giuliano, «denuncia la vera e propria strage verificatasi tra le loro fila per il contagio. Oltre 300 deceduti, 120 da ottobre quando il Covid-19 si è ripresentato con tutta la sua terribile forza. Per questo richiedono di procedere con la massima urgenza alla vaccinazione».
Ma non solo medici: «La realtà», prosegue il sindacalista, «è che sono tutti gli operatori sanitari a vedere crescere esponenzialmente il numero di caduti di questa guerra». Il problema sarebbe nella somministrazione del vaccino: «Su oltre 1.310.000 dosi iniettate ben 400.000 non sono andate a due delle categorie che dovevano avere l’assoluta priorità: gli operatori sanitari e i cittadini over-80», continua Giuliano. «Perché? Questa è la domanda che ci poniamo. A tutto ciò si aggiunge l’inaccettabile ritardo nella consegna che di fatto rallenta la campagna vaccinale». (a.s.)