Il sindaco abbraccia i due nuovi assessori L’opposizione accusa

30 Agosto 2017

Primo consiglio comunale infuocato dopo il rimpasto Antonelli: persa la dignità. Pignoli: Teodoro come Maradona

PESCARA. Ha parlato di «scelte molto dolorose», di «sacrifici affrontati dal Pd» e di «comprensibile amarezza» da parte di Giuliano Diodati. Nel primo consiglio comunale, convocato ieri pomeriggio dopo la pausa estiva e a seguito del rimpasto di giunta che ha visto l’ingresso di Gianni Teodoro e Simona Di Carlo, il sindaco Marco Alessandrini è intervenuto pubblicamente per presentare il nuovo assesto dell’esecutivo di centrosinistra che guiderà l’ultima fase del suo mandato. Nessuna risposta alle critiche feroci piovute dai banchi dell’opposizione, ma soltanto un «benvenuto a bordo» ai nuovi assessori che prendono il posto di Diodati e Laura Di Pietro e un invito ad andare avanti per portare a termine gli impegni presi, in primis i progetti sull’urbanistica. La pace siglata con la lista Teodoro si somma all’ulteriore novità dell’arrivo in consiglio di Maria Ida D’Antonio, insegnante di francese alla scuola Virgilio e prima dei non eletti del Pd.
«Ho tanto da imparare e ce la metterò tutta», ha detto la neo consigliera dopo la ratifica del suo ingresso in aula al posto della dimissionaria Di Carlo, «sarò sempre presente e attiva al fianco di Alessandrini e di questa maggioranza».
Ma il clima disteso tra le fila della coalizione di centrosinistra fa da contraltare alle parole di fuoco scagliate all’indirizzo di Alessandrini dai capigruppo di minoranza Guerino Testa (Pescara in Testa), Marcello Antonelli (Forza Italia), Carlo Masci (Pescara Futura) ed Enrica Sabatini (M5s). Il primo a prendere la parola è stato Testa: «In tre anni», ha detto, «avete ucciso Pescara e il Pd, stiamo vivendo la stagione peggiore degli ultimi 50 anni. Sarebbe il caso di tornare alle urne e dimetterci tutti, perché i cittadini hanno bisogno di nuovi amministratori e di un nuovo governo cittadino». «La strada non sarà in discesa», ha rincarato la dose Antonelli, «da questo momento bloccheremo tutte le delibere che non vanno come il mercatino etnico, la cementificazione dell’area di risulta e delle aree verdi filtro. Abbiamo assistito a una roulette russa in cui, dopo che il sindaco ha provato a buttare fuori tutti gli assessori, alla fine è uscito il nome di Diodati. Ma la cosa grave è che la roulette non era governata da Alessandrini: altri erano i registi. Alessandrini ha calpestato la dignità della politica, dell’alto ruolo istituzionale che ricopre e la sua dignità personale, ha sopportato offese che mai nessuno avrebbe accettato solo perché glielo hanno imposto». Masci ha parlato di «operazione immonda» e di un sindaco che quando è stato eletto «rappresentava una speranza anche per il suo nome, mentre ha finito per dimostrare che cos’è la politica». La pentastellata Sabatini ha sottolineato come «il più grande fallimento di Alessandrini è che i cittadini non si sorprendono più delle sue scelte, compiute senza alcuno spazio di discrezionalità».
Un appello a «superare l’asprezza del momento» è stato rivolto dal capogruppo Pd Marco Presutti, mentre parole di stima nei confronti di Teodoro sono state espresse dal consigliere Massimiliano Pignoli: «È come se il Comune avesse acquistato nel mercato di riparazione il Maradona di turno».
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