Il sindaco: dico no alla militarizzazione di Francavilla

22 Marzo 2015

Contrario alle ronde, Luciani ribatte al comitato cittadino per la sicurezza e chiede più sistemi d’allarme nelle case

FRANCAVILLA. Il sindaco Antonio Luciani dice “no” alla militarizzazione contro la microcriminalità ma è pronto a confrontarsi sulle idee in sintonia con la linea dell’amministrazione. È la risposta del primo cittadino alle proposte lanciate dai promotori del comitato spontaneo Francavilla sicura (costituito a seguito del dibattito nato sul gruppo facebook Francavilla cosa va e cosa non va), in occasione della prima assemblea pubblica che si è tenuta giovedì al lido Cortesito.

«Premessa la mia assoluta contrarietà sia alle ronde sia ad armare i vigili, sono disponibile a prendere spunto da alcuni suggerimenti del comitato» precisa il sindaco che ha partecipato all’incontro. «Mi sembra che al di là di un aumento numerico di furti, Francavilla possa definirsi nel complesso una città tranquilla: non si registrano abitualmente gravi episodi come omicidi e rapine a mano armata».

Una delle richieste riguarda la videosorveglianza degli spazi pubblici. «A breve verrà attivat» assicura Luciani. «È opportuno sensibilizzare i cittadini ad accendere un luce in più per illuminare le proprietà private. I dati evidenziano come il 90% delle abitazioni visitate dai ladri sia privo di sistemi d’allarme. Si potrebbe studiare la formula del gruppo d’acquisto per favorirne l’installazione a prezzo calmierato. Per andare incontro ai cittadini che hanno difficoltà a sostenere la spesa, si può pensare a una forma di rateizzazione».

Il comitato suggerisce l’adozione del progetto Mille occhi sulla città, coinvolgendo gli istituti privati di vigilanza.

«Vorrei capire meglio in cosa consiste il progetto» osserva il sindaco, ricordando che tra le misure messe in atto per individuare le auto rubate, abitualmente utilizzate per le rapine, «già da diverse settimane il Comune si è attrezzato, attivando il sistema di controllo Targa System». Luciani non condivide l’idea di chiedere al prefetto di superare «la barriera burocratico-geografica», autorizzando l’intervento notturno di pattuglie di forze dell’ordine provenienti dalla più vicina Pescara invece che da Chieti.

«Il problema sta nel numero di pattuglie e uomini disponibili. Poco importa se arrivino da Chieti o da Pescara» osserva il sindaco. «Così come il Comune è costretto a rispettare quei vincoli finanziari che non consentono di prolungare fino a notte l’orario dei vigili urbani. Le forze dell’ordine fanno un ottimo lavoro. Il problema è che quando ladri e rapinatori vengono arrestati, in breve tornano liberi perché non si riscontra quasi mai che non si applichi la sospensione della pena. Per cambiare le cose serve l’intervento del legislatore».

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