Il sindaco: sbagliato avere restrizioni diverse da Pescara

De Martinis contesta il sistema che regola i colori delle zone «Condannati dai numeri, vicino alle categorie penalizzate»
MONTESILVANO. Un fulmine a ciel sereno. Così il sindaco Ottavio De Martinis definisce la permanenza, per un’altra settimana, della città adriatica in zona rossa a causa dei contagi ancora troppo alti per allentare le restrizioni. Una decisione che amareggia ancora di più i residenti di Montesilvano in considerazione del fatto che a pochi chilometri di distanza, o a pochi metri se si considerano i quartieri di confine, nella vicina Pescara da domani si tornerà in zona arancione. «Ovviamente non c’è nessun intento punitivo da parte del presidente della Regione Marsilio che, attraverso la sua ordinanza, ha lasciato Montesilvano in zona rossa», spiega il sindaco. «Purtroppo i numeri contenuti nell’ultima relazione della Asl, alla luce delle disposizioni nazionali, impongono questa scelta».
Dati alla mano, infatti, nella settimana che va dal 12 al 18 marzo a Montesilvano il numero degli attualmente positivi ammontava a 403 persone, con un’incidenza in lieve aumento, che è passata da 244,3 su 100mila abitanti della settimana precedente a una di 268,7 su 100mila, attestandosi quindi al di sopra della soglia di 250 su 100mila abitanti indicata dal Dpcm del 2 marzo. «Quello che a mio avviso va contestato è proprio questo sistema di misurazione dei numeri, sulla base dei comuni e non di territori più ampi», commenta De Martinis, «perché in questo modo si dà vita a un valzer dei colori che rischia di rovinare la vita di tante persone. Tantissimi montesilvanesi lavorano a Pescara, così come tanti pescaresi vivono a Montesilvano, a me sembra un controsenso avere delle restrizioni diverse».
Il riferimento del sindaco è in particolare alle attività commerciali che non possono aprire in zona rossa. «Nelle ultime settimane sto registrando tra i commercianti un grande senso di sfiducia che, in alcuni casi, è proprio angoscia», rivela. «A loro esprimo tutta la mia vicinanza e credo che sia ingiusto che alcune categorie vengano penalizzate più di altre, soprattutto dopo aver fatto investimenti importanti per lavorare. Ma siccome non dipende da noi e non possiamo fare diversamente, ancora una volta li invito a portare pazienza e a tenere duro nella speranza che presto questa situazione finisca». Il sindaco torna poi a lanciare l’ennesimo appello ai suoi concittadini. «Onestamente, tranne qualche episodio segnalato o prontamente stanato dalle forze dell’ordine», prosegue, «non vedo in giro situazioni particolarmente allarmanti. Inoltre, le scuole sono chiuse, i parchi anche, così come tante attività. Per cui invito i montesilvanesi a non dar vita a situazioni pericolose soprattutto nelle abitazioni che non possiamo controllare».
A manifestare tutta la difficoltà registrata nel settore economico è Gianluca Di Domizio, presidente dell’associazione di commercianti Montesilvano nel Cuore. «Prendiamo atto che sono i numeri a comandare», commenta, «ma fa specie che vengano fatte delle differenziazioni tra Montesilvano e Pescara, che rischiano di penalizzare ancora di più i commercianti locali. Purtroppo con il passare del tempo il grido d’allarme è sempre più forte perché stiamo per entrare nella sesta settimana di zona rossa, dopo un anno difficilissimo. A creare malcontento poi è anche la velocità con cui lo Stato dovrebbe intervenire. Ai fornitori, infatti, non interessa il colore della città, così come le bollette continuano ad arrivare e la situazione è diventata davvero molto delicata soprattutto per le categorie più martoriate come abbigliamento, calzature o ristorazione».

